Grossglockner

Parco Nazionale: a cavallo tra Carinzia e Salisburghese. L’ho attraversato per la prima volta, a fine settembre del 1977, quando ancora non guidavo, ci sono tornato un’infinità di volte, in giornata nelle prime occasioni, e pernottando dalle due alle quattro notti in seguito.

La GROSSGLOCKNER HOCHALPENSTRASSE, una strada a Pedaggio che lo attraversa da Sud salendo da Heiligenblut e da Nord da Ferleiten,  è lunga circa 35km, ricchi di Panorami e Tornanti. Il punto più alto si raggiunge, con una breve a ripida deviazione dal precorso, arrivando ai 2571m di una terrazza panoramica: l’Edelweiss-Spitze sul versante salisburghese.

Il parco prende il nome dalla montagna più alta dell’Austria, montagna che si trova sul versante Carinziano, da questo versante una deviazione di alcuni km porta alla Kaiser Franf Josefs Hohe. Un “orribile”, turistico, ma comodo enorme posteggio al quale si può arrivare senza alcun problema. E’ affacciato direttamente sul Ghiacciaio al quale si può scendere a piedi o, parzialmente in Cremagliera. Nel 1977 la cremagliera arrivava direttamene al livello del Ghiacciaio, ora è forse a metà percorso, ho visto il ghiacciaio accorciarsi di anno in anno, e dalla mia prima visita del 1977 di ghiaccio ne è evaporato molto! Ci sono arrivato numerose volte, ci ho pernottato qualche volta in meno, provando tre diversi “alberghi” dei quali il mio preferito è sempre stato la WALLAKHAUS a 2300m, direttamente sulla strada in una zona splendida e panoramica. Pur essendo sulla strada la notte è tranquilla, la strada viene chiusa tra le 22 e le 6.   Da Udine ci si arriva in circa 3 ore di macchina, una gita in giornata permette quindi di arrivare, fotografare e ripartire, non di apprezzare la zona, per questo bisogna fermarsi e camminare… si, perchè in montagna è bello camminare. Nelle molte occasioni che ho pernottato dalle 2 alle 4 notti, ho potuto muovermi su diversi percorsi, anche più volte. Il più Classico e frequentato parte proprio dal posteggio della Franz Joseph Hohe ed oltrepassate alcune gallerie scavate dopo che una decina d’anni fa alcune frane avevano “levigato” la prima parte del vecchio, di raggiunge il comodo ed ampio sentiero che, in quota, si snoda sopra il percorso del Ghiacciaio. Sono passati quattro anni dalla mia ultima “passeggiata”, ma da fotografie che ho visto recentemente ho constatato come il fronte del Ghiacciaio sia ulteriormente arretrato. Passando per la “Gamsgruberweg” (area Super-Protetta) si raggiunge uno spiazzo attrezzato, dal quale si prosegue attraversando un torrente generato da un ulteriore ghiacciaio e risalendo poi lungo dei “Gradoni” di roccia per raggiungere l’ultimo ghiacciaio che bisogna attraversare prima di raggiungere l’Oberwaldnerhütte a 2973m su uno sperone di roccia.

Un secondo itinerario, percorso più volte, ma che da oltre 10 anni non ho più ripetuto, inizia dalla Glocknerhaus, parte dai declivi erbosi che si trovano subito alle spalle e, risalendo direttamente il fianco della montagna, raggiunge alcuni laghi glaciali tra cui il Pflandelschartensee a circa 700m di quota più in alto, con allenamento e buone gambe si può proseguire oltre.

Altri percorsi interessanti sono quelli che partono dalla Hochtor, sul versante nord della Galleria, o già dal versante sud, scavalcando il crinale.

In percorsi interessanti sono quelli che partono dalla Hochtor, sul versante nord della Galleria, o già dal versante sud, scavalcando il crinale.

Una escursione in particolare non posso dimenticare, senza nulla togliere alle altre, è quella che il 26 aprile 1991 mi ha portato sino alla Hochtor.   La strada era ancora chiusa quindi posteggiata la macchina subito dopo il casello del pedaggio del versante sud sopra il paese di Heiligenblut dove pernottavo.  Il primo tratto, su asfalto, lo abbiamo camminato in scarpe da ginnastica, con gli scarponi appesi allo zaino; dopo neanche 1km di camminata, la fortuna è passata sotto forma di furgoncino che risaliva e il “pollice” ci ha fruttato il passaggio, alla guida un operaio che lavorava alla riapertura della strada dopo la chiusura invernale: trasportava esplosivi per gli accumuli di neve!  Ci ha portati sino alla Wallakhaus a 2300m, oltre non si poteva risalire, c’erano alcuni metri di neve e le frese erano al lavoro per liberare la strada. A quel punto abbiamo indossato scarponi e ghette e dopo esserci arrampicati sulla neve abbiamo anche indossato le racchette per risalire verso la Hochtor, a 2504 metri, “solo” 200m sopra di noi, ma con vento forte. Una bella camminata in una bella giornata “ventosa” sollevava nevischio; da un’altra direzione abbiamo visto salire un signore, con sci ai piedi ed un bellissimo cane nero che lo accompagnava. Arrivati nella zona della galleria il paesaggio era irriconoscibile, la galleria sepolta dalla neve, così come la “baita” della quale sporgeva solo uno spigolo del tetto, proprio sotto questo ci siamo riparati per addentare i panini. Attraverso il nevischio, che in quel punto nascondeva parte del panorama, un cane ha iniziato ad abbaiare e, poiché non smetteva, sono andato a vedere cosa succedesse… succedeva che c’erano solo neve smossa ed il cane! Lo intravvedevo da una certa distanza, abbaiava col muso verso la neve e si agitava, era il cane che accompagnava il signore di prima, ed il signore dov’è?   Accelera, accelera e vai a vedere…. neve smossa, il cane mi guarda e continua ad abbaiare, ed io preoccupato continuo, in salita, forzando sulla neve smossa…. arrivato a pochi metri dal Cane…. una testa umana, con occhiali da sole sporge dalla neve, mi guarda e mi chiede se ho bisogno di aiuto.  “Chi Io? Pensavo che Lei fosse in difficoltà!” … sorride e ci invita ad avvicinarci mentre… “sorge”. E’ sbucato da un “Pozzo” profondo che ora vedo meglio, all’interno del “Pozzo” una scala in legno, verticale, scende per alcuni metri, il signore ci invita ad entrare con lui, il cane ci guarda passare …e dopo pochi metri…. ci troviamo in un locale attrezzato, con mobili e fotografie alle pareti, è uno degli uffici che ci sono al fianco della galleria. Qui ci si può togliere la giacca, una temperatura fredda ma sopportabile niente vento! Azzanniamo i panini, trangugiamo il Tè caldo che il signore ci offre, noi ricambiamo con pezzetti di cioccolata e chiacchieriamo. Poi, lui deve tornare a lavorare, sta verificando la situazione degli accumuli di neve; noi è meglio che ci avviamo: oltre al tratto su neve, abbiamo anche molti altri km da percorrere se non troviamo passaggi e ci consola sapere che è “Tutta Discesa!” Il Cagnone nero è ancora lì, qualche volta abbaia e si agita felicemente quando ci vede risalire tutti e tre.  Cinque anni dopo anch’io avrò la mia Cagnetta, sette anni dopo sarà una Cagnetta da Soccorso, non da Valanga come questo, ma sempre motivata a cercare le persone e festosa quando le troverà. La discesa sarà per noi un calvario: raggiunta la Wallakhaus, niente passaggi, cammineremo per 7,5 km con lo zaino in spalla ad ogni pass più pesante. Arriverò alla macchina con il viso e le orecchie scottate. La sera, nell’unica trattoria aperta, ci accomoderemo ad un tavolo assieme ad altri escursionisti incontrati nel piccolo locale, e trascorreremo la serata tra birra e racconti delle rispettive esperienze. Tornerò spesso in questa zona anche con Mida la “Cagnetta” da 30kg ed Artù, uno dei suoi sette cuccioli che terrò per me.

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