Ostrfriesland

A Fine agosto del 1992 eravamo partiti dall’Italia per 10 giorni di vacanza. eravamo partiti come spesso faccio, in macchina, questa volta non eravamo riusciti a deciderci per una meta così alla partenza la prima decisione consistette nel scegliere la direzione: entriamo in autostrada ed andiamo a Nord od a Sud? Dopo un paio d’ore percorrevo la Tauenautobhan, verso Salisburgo poi diretti a Monaco per proseguire sino a Norimberga dove decidemmo di fermarci per due notti. Quando lasciammo Norimberga avevamo le idee chiare saremmo andati in spiaggia, in Germania 😊.

Senza conoscere la zona, senza aver prenotato senza sapere cosa avremmo trovato la sera ci ferammo 600km più a nord, nella zona di Rustersiel, nella Frisia Orientale. 

L’ufficio turistico della cittadina ci indirizzò all’Hotel SCHRODER’s una bella struttura, affacciata su un canale che aveva spazio solo per tre notti e li ci fermammo, poi ci spostammo poco più a nord, ad Hooksiel in un alberghetto ancora più gradevole del primo l’hotel PACKHAUS una bella posizione affacciato direttamente sull’Alter Hafen, con la macchina posteggiata subito sotto la finestra, qui ci fermammo altre 4 notti.

Non sono mai stato un amante della vita da spiaggia, chi mi conosce sa che dopo 20 minuti sono già insofferente al caldo, alla sabbia, ed alla confusione, e che devo muovermi.  Ad Hooksiel fu diverso.  Non avevo mai frequentato prima spiagge erbose, non avevo mai avuto altro che ombrelloni e sdrai, e quando si alzava anche solo una leggera brezza mi trovavo sommerso di sabbia.  Qui NO, avevo trovato un paradiso.    Affittammo per alcuni giorni una Cesta/Capanna, non so come definirla, con seduta a due “piazze” e cassettini portaoggetti sotto le sedute che fungevano anche da poggiapiedi, era posizionata in mezzo a molte altre di diversi colori, tutte numerate e tutte su un largo spiazzo erboso, era la spiaggia, c’era anche il vento che rinfrescava senza sollevare sabbia ed all’interno delle “ceste” non disturbava, anzi. Mi addormentai subito già la prima volta, ripetendo l’esperienza le due volte successive! Alla terza “dormita” fu chiaro ad entrambi quanto fosse opportuno modificare l’approccio, cosi optammo per visitare la zona al mattino, andare a dormire nella “cesta” il pomeriggio, ripasseggiare la sera prima di cenare e di ripasseggiare. Penso sia stata la prima volta in cui ho davvero apprezzato il mare e l’ultima in cui mi sono rilassato in spiaggia.

C’era molto da vare e da vedere.   Venuti a conoscenza di “escursioni in Mare” a vedere i Leoni marini sulle secche, una mattina, di prima mattina, raggiungemmo il porto di Horumersiel, lasciando la macchina sola soletta ed imbarcandoci per rientrare alcune ore più tardi.

Wilhelmshaven era la città principale della zona, pochi km a sud. Ci trascorremmo una giornata passeggiando per la città. Vi si trovava una base della Marina Militare. Ammirammo il ponte Kaiser Wilhelm un bel ponte in metallo dell’inizio del ‘900, visitammo la Nave Faro WESER camminando per la piccola cittadina.

Restammo in zona una settimana, cenammo pesce ogni sera, la prima in un ristorante con cucina greca, le sere seguenti in diversi ristoranti con ottima cucina a prezzi sorprendentemente contenuti, alla faccia di quelli che pensano che in Germania si viva riempiendosi di Wurstel. Non esisteva ancora l’Euro, c’erano le oscillazioni del cambio tra Lira e MarcoTedesco, già vistose. L’anno seguente, nel 1992, iniziai a lavorare per una ditta che esportava verso Francia, Austria e Germania, con le banche ci finanziavamo richiedendo “anticipi su Ordini” e dovevo trattare le condizioni valutando, a seconda delle situazioni, se indebitarci in Valuta estera od in Lire, optando per Valute Estere i tassi di interesse erano sempre inferiori rispetto a quelli in Lire, ma sussisteva il Rischio Cambio, rischio che con l’euro non sarebbe scomparso per trasformarsi in altro “parametro”. Come si chiamava la differenza tra questi tassi sulle valute estere? Mistero!   Oltre a queste “sciocchezze”, nella fase di trattativa per questi finanziamenti uno degli argomenti di discussione si chiamava “Spread” tra il tasso che le banche pagavano per approvvigionarsi della moneta e quello che applicavano queste banche a si finanziava.  Nel 2011 ho sentito un imprenditore laureato sostenere di non averne mai sentito prima. Lo “Spread” non lo avevo studiato all’università, dato che all’università non ci sono andato, lo avevo imparato “sul campo”, lavorando, nel 1992.  Oggi c’è chi si beve di tutto, basta che lo dicano in televisione allora diventa vero!

La vacanza fu piacevole e riposante, nonché istruttiva: in Germania avevo scoperto l’esistenza di spiagge pulite a prezzi onesti, che si mangiasse bene lo sapevo già, la frequentavo da tempo! Dopo una settimana di “vacanza” ripartimmo diretti a sud, ma intenzionati a fare ancora delle soste, la prima fu Heidelberg.

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