Grecia

23-30 Agosto 1995, Creta. Mio fratello e mia cognata avevano prenotato un viaggio, per problemi di lavoro ci dovevano rinunciare e, avevano proposto a noi di subentrare, cosa che abbiamo accettato immediatamente, per non fargli perdere l’acconto versato e per approfittare, noi, di quella opportunità.

Siamo partiti al mattino del 23 agosto alla volta di Lubiana da dove, con volo diretto, avremmo raggiunto Heraklion.

24.8 HERAKLION – La principale città dell’isola, non ho un gran ricordo, forse perchè non mi ha particolarmente interessato. L’appartamento era piccolino, adatto a due persone, non ci abbiamo mai cucinato nulla, solo in qualche caso abbiamo acquistato dei cibi pronti, eravamo in vacanza, cucinare e lavare piatti, anche no!

25.8 SANTORINI – Ieri abbiamo visto una agenzia che proponeva gite ed escursioni, ne abbiamo subito prenotata una, da fare in giornata, a Santorini via nave. Partiamo verso le 6.00 torneremo verso le 22.00. Dopo circa tre ore di navigazione raggiungiamo la rada del Nea Kameni e ci sbarcano all’approdo, da dove optiamo per la salita a piedi, poi a passeggiare per il borgo, ed a sera la discesa all’imbarcadero in tempo per imbarcarci per la tratta di rientro. Sbarcheremo ad Heraklion verso le 22, ancora in tempo per cenare.

26.8 HERAKLION – La giornata inizia in stile balenare, non è il mio stile ed Assunta lo ha gia compreso in pochi mesi, decidiamo quindi di passeggiare per Heraklion e di noleggiare una macchina pur di non rimanere bloccati in città anche i giorni seguenti o di doverci accodare a gite guidate e legate ad orari e percorsi.

27.8 LASSITHI – E’ la prima delle tre giornate con la macchina a noleggio. Partiamo al mattino verso l’interno. Visitiamo piccole chiesette e cappelle ai bordi della strada dove Assunta scopre la sua vena musicale: è ispirata, tutte le campane delle chiese da questo momento saranno sue, ne memorizzerà il suono e le tonalità.  Bei paesaggi, bei villaggi. Ci fermiamo per pranzo in una trattoria, isolata sull’altopiano, è composta da tre pareti con enormi spazi delimitati da colonne e per copertura dei rotoli di paglia intrecciata sostenuti da pali trasversali. Si mangia al coperto, ma come se fossimo all’aperto, simpatico. Il vero problema è “che cosa mangiamo”,  e chi lo sa? Al ristorantino parlano solo greco, inglese e tedesco neanche l’ombra, il menu… non esiste un Menu? …. è in greco …. recitato a voce! ….. ma “una Faza una Raza” contempla anche la capacità di improvvisazione: Ci portano un piatto pieno di piccoli assaggi di tutto ciò che hanno disponibile ed allora capiamo perfettamente: sceglieremo da lì quello che ordineremo. Che splendido Menù 5D la quarta dimensione è l’olfatto, la quinta il gusto. Che buon pranzetto! Ottimo ed abbondante il Retzina….! Poi via, verso nuove avventure e campanelle da suonare.

28.8 KERATAKOMPOS – Partiamo al mattino presto intenzionati a raggiungere la costa sud dell’isola. Senza molte informazioni viaggiamo a caso comunque in direzione sud. Attraversiamo l’altopiano di Lassithi percorrendo strade diverse da quelle del giorno prima. L’avvistamento del Mare Libico è un momento splendido: arriviamo dall’altopiano nel punto da cui la strada inizia a scendere ripida sino al paesino sottostante. Da qui un panorama a 180° sul mare, Keratokampos sotto di noi al termine della discesa. Raggiunto il paesino posteggio la macchina tra un albero ed una minuscola chiesetta. Sono poche case, una stradina e la spiaggia di ciottoli.  Trovarmi in acqua è istintivo, mi trovo nelle onde pur non sapendo nuotare, ma è una esperienza fantastica. Vicino a noi una terrazza costruita sulla spiaggia ed affacciata sul mare, l’unica trattoria con pochi tavoli e solo due clienti: Assunta ed Io. Relax, pesce e Retzina! Dopo il pasto ancora relax sulla spiaggia all’ombra dell’alberello e poi, via: dal paesino parte una stradina sterrata che prosegue verso est tra rocce e spiaggia, ad alcuni km di distanza un altro paesino e la distanza la misuriamo in soste per ammirare il paesaggio. Rientreremo leggermente scottati ma entusiasti per la giornata, per il bagno e con scampanellate di Assunta che ancora tintinnano nelle orecchie.

29.8 L’ultimo giorno con la macchina a noleggio, decidiamo di fare un giro verso est. Arrivati ad Eluonda, ammiriamo i dintorni e percorrendo stradine sconosciute raggiungiamo un angolo di paradiso: un posto isolato con scogli bassi sul mare, ed alcuni settori con fondale basso dove posso stare in piedi senza problemi, si tocca, non sappiamo nuotare 😦. Dalla macchina al paradiso che abbiamo scoperto sono 100m di passeggiata. Galleggio, prendo sole, mi rilasso sull’asciugamano, leggo e lo stesso fa Assunta poi decido di sedermi su una piastra di roccia a pelo d’acqua con i piedi a mollo, l’acqua è subito sotto di me. Che bel paesaggio! che acqua trasparente, ….che CHE CxxxO è quella cosa Lunga Scura Sinuosa con chiazze rosso ruggine di cui vedo solo la parte finale che risale, passando tra i miei piedi, ed entra nella roccia sotto di me? Il concetto si riassume in un URLO + SALTO + FUGA! Tre azioni in una: un Rekord!  Balbetto, tremo: ho il terrore dei serpenti, non è terrore, è pura paura. Assunta, seduta dall’altra parte dell’arco di roccia mi ha sentito ed ha alzato gli occhi. Lo ha visto arrotolarsi in un anfratto che si trovava sotto di me mentre scappavo. Il “maschio” impavido che dovrebbe essere in me è già lontano, da giovane ho anche fatto atletica 100m piani e staffette 4×100! Assunta attinge all’“Uomo Intrepido” che c’è in Lei e raccoglie le mie cose, tutte, prima di dirigerci alla macchina. Ci metterò un po a riprendermi, sono sconvolto. Ofidiofobia si dice. Guido lentamente verso nord sino a Plaka, qui troviamo una Taverna/Ristorante. Assunta ha fame, io sono ancora bloccato e ci accomodiamo. La cameriera gentile e disponibile che parla solo greco, ci aiuta nella scelta: mi invita in cucina e mi fa capire che cucinerà il pesce che scelgo, che spettacolo! Questi nuotano, non strisciano! Il pranzo mi aiuterà a riprendermi, il vino Retzina sarà il “Toccasana”, la vista verso l’isola di Spinalonga ed il braccio di mare davanti a noi ci distrarrà. Al terzo bicchiere di vino la paura si allenta e sul fondo della caraffa scorgo il mio coraggio, devo finire tutto il Retzina per recuperarlo! Allora ritrovo lo spirito del Friulano e proseguo con l’operazione di ripescaggio! Una volta salvato il Coraggio dal rischio di annegamento nella Caraffa risaliamo in macchina e decidiamo di continuare il tour verso la collina a nord, ammirando altri paesini prima di rientrare in serata ad Heraklion per cenare prima di tornare in albergo a preparare i bagagli.

30.8 In mattinata restituiamo la macchina e ci dedichiamo agli ultimi acquisti prima di impacchettare i bagagli. Avremmo dovuto partire in serata alla volta di Lubjana, ma quella mattina la NATO aveva iniziato una serie di raid aerei sulla ex Jugoslavia così il traffico aereo civile era stato bloccato su quella regione. Dalla compagnia aerea siamo stati accompagnati in un vicino albergo dove abbiamo potuto cenare ad avere, se non delle camere vere e proprie, perlomeno alcune sale con comode poltrone e divani, dove trascorrere le ore di attesa per poi raggiungere nuovamente l’aeroporto e decollare in piena notte. A Lubjana siamo atterrati poco dopo l’alba.

I Giorni successivi cercherò di informarmi su che “diavolo” ha strisciato tra i miei piedi ad Eluonda. Una nostra amica di origine greca, ci dirà che a Creta non esistono serpenti, forse quello che abbiamo visto non lo sapeva, nessuno lo aveva informato che non doveva stare lì? Al giorno d’oggi gli impedirebbero di venire sulle coste europee a costo di attivare Blocchi Navali o costruendo Muri!

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