Uzbekistan 2025

Il viaggio del marzo 2024 ci aveva aperto una finestra su un nuovo mondo stuzzicando la nostra curiosità.  Nonostante i problemi con due degli autisti era stato entusiasmante: avevamo incontrato persone aperte ed ospitali, esplorando ambienti e paesaggi interessanti in una nazione vasta, con la quale avevamo ancora voglia di fare nuove esperienze. È stato così che, nel maggio del 2025, abbiamo deciso che avremmo potuto approfondire la conoscenza di alcune città e raggiungere nuove destinazioni non ancora visitate, abbinando a questo anche un assaggio di Tagikistan dato che la distanza dal confine era minima.      

Abbiamo cercato quindi un’agenzia locale capace di ascoltare e comprendere le nostre richieste e di organizzare una parte del nostro programma, tenendo alcune giornate da gestire in modo completamente autonomo.  Tre erano le nostre richieste: Autisti degni di questo nome, uno sconfinamento di 2 notti in Tagikistan ed Il mercato e la cittadina di Urgut, mentre avremmo gestito da noi le giornate a Samarcanda e Bukhara.  Avevamo contattato 4 diverse agenzie locali, tra le quali una Tagika di Dushambe.      

Quella tagica, per i soli 3 giorni in Tagikistan aveva sparato prezzi lunari, mentre due delle agenzie Uzbeke si erano eclissate dopo i primi contatti, pertanto, la selezione naturale che solo i migliori superano, aveva lasciato in campo la quarta agenzia e questa, dopo aver compreso le nostre richieste approfondendone i motivi ed aver suggerito alcune proposte integrative, aveva meritato la nostra fiducia ricevendo il via libera alla realizzazione del progetto.    A quel punto ho prenotato il Volo Turkish Airlines: VCE-IST-SKD e BUK-IST-VCE: partenza il 6 ottobre e rientro il 17 seguente.

6 Ottobre Lunedì      Da Venezia, dopo aver lasciato la macchina al posteggio P1 partiamo puntualmente ed il volo ci scarica nell’ampio e costosissimo aeroporto di Istambul da dove, ci imbarchiamo sul il volo notturno che in 4 ore scarse raggiungerà Samarcanda. Samarcanda che già dal primo viaggio non mi è piaciuta è stata scelta per la sua vicinanza al confine Tagiko e per la frequenza quotidiana del volo.

7 Ottobre Martedì    è lo stesso volo utilizzato nel 2024, ma questa volta atterra puntualissimo e le operazioni doganali sono rapide, non altrettanto il ritiro bagagli.  Umid, l’autista è già pronto ad attenderci, con il suo ottimo inglese ed i suoi 23 anni. Contrariamente al settantunenne dell’anno prima non sbaglia strada e raggiunge direttamente l’albergo Bibikanhum.   

Non conoscevamo l’hotel ed è risultato una sorpresa positiva. Dormicchiamo dalle 6 fino alle 9 per poi iniziare la giornata con la colazione nell’adiacente ristorante di proprietà dell’albergo. Sarà una giornata tranquilla e rilassante: subito al Cambio valute, poi l’ufficio della BEELINE al bazar Syiob ed acquistare una SIM con circa 60000 sum (5 euro circa) infine a passeggio nelle aree circostanti.   

Visitiamo la Moschea Hazrati Xir,che la volta precedente avevamo visto solo di passaggio, ed il Mausoleo a Kadirov, il primo presidente Uzbeko, addentrandoci nel retrostante cimitero sino a raggiungere un paio di mausolei.    

Di rientro una passeggiata per le stradine sul retro della Moschea Bibikanhum evitando, per quanto possibile, la turistica Kadimov Kochasi a favore delle più spontanee stradine laterali.  Dopo una pausa alla Sayqali Chayhana faremo rientro in albergo per un riposino prima di preparare gli zaini per i giorni seguenti uscendo nuovamente per una passeggiata serale nel vicino mercato in fase di chiusura ed una fetta di dolce sempre alla Sayqali Chayhana.   In questa Chayhana ci eravamo trovati benissimo nel precedente viaggio: marito e moglie erano molto cortesi e simpatici; ora la gestione è passata al figlio ed è cambiato lo staff che è meno cortese, più rude e… costoso.

Andremo a dormire presto, o meglio, tenteremo di farlo dato che la finestra della camera 201 si affaccia direttamente sul viottolo di accesso al ristorante dove, per un tempo quasi infinito, alcuni turisti romani reduci dal ristorante stazioneranno intrattenendoci con i loro discorsi poco filosofici.

8 Ottobre Mercoledì    Alle 2 di mattina i connazionali hanno smesso di sparare sciocchezze, concedendoci di dormire un po’.    

Noi dobbiamo svegliare le galline prima delle 7 perché a quell’ora arriva l’autista che ci condurrà al confine assieme ad Hojiakbar, la nostra guida in questa breve escursione. Portiamo con noi i soli zaini, mentre l’agenzia locale trasferirà le valige all’albergo dove torneremo il 10 sera successivo.   In meno di un’ora percorriamo i circa 40km che portano al Valico doganale di Jeratepa.

Poi, a piedi attraversiamo una sequenza di controlli, per sbucare sbuchiamo in territorio Tajiko per iniziare la gita e rientrare il successivo 10 ottobre.

10 Ottobre Venerdì       Attraversato a piedi il confine troviamo subito l’autista che ci attendeva dalle 10 di mattina (ma come si sono parlati tra loro?) e partiamo immediatamente   

Poco dopo le 17, all’albergo Hanifa Boutique di Samarcanda ci riuniamo alle nostre valige e ci accasiamo nella camera 104 affacciata sul patio al piano rialzato, dove la doccia ci accoglie cordialmente; è necessaria per sciacquare la polvere e sciogliere un po’ di stanchezza ed infine, dopo esserci lavati ed asciugati con una certa cura, ci avviamo con una breve passeggiata al buio ma con la mia torcetta elettrica disponibile, per raggiungere un luogo a noi “caro”, la Pasticceria Chorrha,   dista solo 500m ed anche per questo abbiamo richiesto questo albergo.   Ceneremo a base di Samsa di vari gusti, seguiti da dolci assortiti il tutto accompagnato da Tè nero, pagando, in due, il controvalore di circa 5 euro.  Poi è già ora di nanna: domani UMID, l’autista, arriva per le 8.45

 
11 Ottobre Sabato    Colazione alle 8 circa, zaino fotografico in spalla e via, con Chevrolet Malibù di Umid. Prima tappa il Bazar di Urgut, poi raggiungeremo il Tempio di Chor Chinor, sempre ad Urgut, per poi raggiungere Gus, su mia espressa richiesta e terminate con Teshik-Tosh luogo che l’autista idiota ci aveva fatto perdere nel marzo del 2024.                          

In meno di un’ora siamo al Bazar e ci accordiamo con Umid per trovarci, dopo circa 3 ore in un punto che Lui ci indicherà inviandoci la posizione.   L’umanità in questo Bazar è interessante ed assortita, tanto quanto le merci vendute, scatto in continuazione ma ci fermiamo anche per acquisti e simpatici scambi con alcuni locali incuriositi da noi e che, con noi, vogliono avere delle fotografie. Che bella esperienza! Dopo 3 ore, ci avviamo per raggiungere Umid nella posizione che ci ha inviato, ma l’aggiornamento della SIM è lento e dopo aver cambiato direzione alcune volte decido di raggiungere un distributore di Carburanti sulla strada principale nei pressi del bazar e da lì trasmetto, a mia volta, la posizione ad Umid che ci raggiungere in pochi minuti. Un simpatico siparietto lo vivo, nell’attesa al distributore: Mi avvicino alla cassa dove un cliente sta pagando e il cassiere si sporge per chiedermi in qualche cosa in Uzbeco, allora, nelle lingue che conosco dico: “Toilette, Toiletten,” …. loro mi rispondono in Russo chiedendo …. “Parla russo ?”; … resto perplesso, a memoria mi pare che in russo si dica “Tualet” 😊 allora nel mio misero “Cirillico” pronuncio: “u vas est Tualet?  …Gdie?”      a questo suono 2 mani scattano all’unisono indicando la medesima direzione che seguo sin dove una cortese ragazza apre la “Tualet” femminile.  Come dico sempre: è importante conoscere le lingue 😊!                      Alleggerito nello spirito risalgo in macchina e ci avviamo al Parco di Chor Chinor che raggiungiamo in pochi minuti deviando a destra dopo aver oltrepassato la grande nuova moschea. Chor Chinor è un luogo sacro, un parco che prende il nome da 4 platani, sacri a loro volta, che crescono nel suo interno; comprende una Moschea, una fonte sacra, una terrazza panoramica ed una “Scuola Sufi” del 16’ secolo all’interno della cavità di uno dei quattro Platani. Nel parco incontriamo molte persone cortesi, tra le quali tre bambini che indicano ad Assunta le toilette senza pretendere la pronuncia russa, un Imam che ci racconta di vissuto per tre anni in Germania e con il quale conversiamo amabilmente in tedesco, ed una numerosa famiglia, credo i 4 nonni, alcune figlie con i mariti e 2 piccoli gemellini… che coinvolgono Assunta e me in una serie di foto di gruppo.                         

Che pace in questo parco, verrebbe da sedersi ad osservare lo scorrere del tempo, ma è già il momento di raggiungere l’autista e dirigerci Gus.   Si tratta di un piccolo villaggio, a pochi km ad est di Urgut. Ho scoperto che vi si trova una piccola e particolare Moschea ed un vasto cimitero, di quelli che, grazie all’autista idiota nel marzo 2024 non avevo potuto fotografare.   A questa stagione c’è ancora molta erba, io ho il terrore dei serpenti oltretutto Umid ci butta l’asso: “Fate molta attenzione” ci dice!    Dopo un breve tratto di ripida e sconnessa salita Assunta mi informa che non si sente di proseguire, io invece lo voglio eccome!  Lei mi promette di non muoversi ed attendermi li, cosa che mi permette di concentrarmi meglio sui miei passi e su quanto mi circonda senza dovermi preoccupare anche per lei.  Posso camminare quindi per venti minuti, constatando come l’erba secca tagliata non nasconda sorprese, permettendo di vedere chiaramente dove metto i piedi.  Lo spettacolo che ammiro è unico: una vista che spazia sui tetti della sottostante cittadina verso la pianura; siamo infatti all’inizio di alcuni contrafforti collinari. Il cimitero, vastissimo, sorge su due di queste colline ed ai loro pendii, degradando, sotto di me, sino ai limiti delle case. Le sepolture sono cumuli di terra sui quali sono poste alcune lapidi, talvolta esiste solo il cumulo ricoperto d’erba.  Molto interessanti sono i particolari che noto su alcune di queste tombe: Teiere e tazze da Tè; è interessante constatare come, in diverse regioni del mondo e tra diverse religioni, esistano concetti comuni come di condividere con i defunti, perpetrando, alcune usanze quotidiane, l’ho visto in Grecia ed in Perù per citarne alcuni.                 

Al rientro dalla breve escursione ritrovo Assunta esattamente dove l’avevo lasciata e mi rallegro, non sempre accade 😊.    Insieme scendiamo alla Moschea verde a visitare anche il retrostante giardino con il sacro altare panoramico e le fontane in cui la moschea si riflette. Qui per un attimo ci fermiamo ad apprezzare il fresco e l’ombra prima di ripartire diretti a Teshik-Tosh e subito dopo si scarica la batteria del GPS, cosa ininfluente ai fini del viaggio.                       

Teshik Tosh lo avevamo saltato nel marzo 2024 grazie a “Vali l’idiota”.   Ci avevano spiegato che si tratta di un altopiano con delle formazioni rocciose particolari scavate dall’erosione naturale e che in questo luogo ci era stato girato un film “western”. Nel Film non mi interessava nulla, ma delle formazioni rocciose molto, così avendolo potuto scorgerle solo di passaggio dal finestrino della macchina, mi era rimasta la curiosità ed avevo chiesto di poterci arrivare. Teshik Tosh è stata l’unica delusione di questo viaggio: un ambiente naturale, con formazioni rocciose che in altre nazioni sarebbero protette (pensiamo alla roccia dell’orso di Palau od alle Kerzenstein un Austria…) è stato snaturato riempiendolo di Giostre e Carrucole collegate tra le riverse rocce, di settori dedicati al “gioco del tiro con l’arco” in mezzo ai quali si aggira un Cavallo usato come attrazione da un Uzbeko vestito da “Indiano pellerossa”, proprio come un vero nativo nordamericano 😊.     “Vali l’idiota” usava una frase per darmi fretta: “Clik Clik 2 minute”: in questa occasione avrebbe auto ragione, qualche scatto e poi via. Le rocce oltre che utilizzate, come detto prima, sono pure usate come palestra di arrampicata per i visitatori e superfice “pittorica” dagli imbrattatori oltre che come lavagna indelebile per scrittori. In pochi minuti siamo ripartiti …con un groppo in gola!        In albergo siamo stati accolti dalla doccia prima di raggiungere nuovamente la nostra Pasticceria Chorrara; poi a nanna presto, per alzarci ,domani, un po’ più tardi: sarà un giorno di festa, dedicato a noi!

12 Ottobre Domenica    Sveglia alle 8.30 poi colazione e fuori verso le 10.  Noi festeggiamo sempre l’anniversario della scoperta dell’America; passeremo una giornata in autonomia attraversando parti della Samarcanda non turistica, quella vera!   L’idea iniziale prevedeva di prendere un taxi nei pressi del Registan e raggiungere una parte della città “russa” per rientrare a piedi. Cambieremo il Programma dopo aver constatato come gli autisti dei taxi, considerino i turisti come mucche da mungere: in due casi li faremo fermare dopo che, invitatici a salire dichiarando di accettare in nostri prezzi, hanno tentato di chiedere anche 4 volte tanto!                      

Attraversando il parco adiacente al Registan ho scorto un ampio “Vestite Bianca”, circondata da altre persone e da uno sposo.  Rieccoci!   Anche qui, in questa giornata, incontriamo dei novelli sposi 😊.   Raggiunto il gruppo scatto qualche foto, poi, mentre osservo, ci accorgiamo che a nostra volta siamo “osservati” da un gruppo di ragazze eleganti con le quali rompo il ghiaccio: non parlano alcuna delle mie lingue e mi aiuta il traduttore: “ho scattato delle fotografie, siete conoscenti della sposa?  Se sì posso inviarvi le foto che ho scattato”, scritto ciò lo faccio leggere ad una di loro che richiama le altre per fornirmi un indirizzo e-mail.    Ora siamo in comunicazione! Dagli occhi di due di loro intuisco che avrebbero piacere di avere delle fotografie e così, per qualche minuto, mentre gli sposi con il loro fotografo maltrattano due incolpevoli colombe dipinte di rosa, le amiche della sposa si dispongono ad alcuni scatti tra loro e con Assunta, poi le salutiamo rimandandole al loro impegno di amiche /parenti della sposa 😊.                     

Abbiamo deciso di adattare il programma alla coerenza dei tassisti, quindi niente taxi!  Imbocchiamo la stradina che, davanti al Registan, prosegue verso sud, addentrandoci alla ricerca di scorci di vita quotidiana al di fuori delle aree turistiche; incontriamo così un Funerale, sostiamo presso alcuni monumenti e piccole fontane, visitiamo un paio di moschee dove ci permettono di entrare, con l’ovvia accortezza di togliere le scarpe e coprire la testa di Assunta, incontriamo bambini che giocano ed anziani che con entusiasmo cercano di comunicare con noi. Verso le 12.30 entriamo al MANSUR SHASHLIK un ristorante che ci attira.   Al piano superiore scegliamo il posto che più ci aggrada e, considerato che il cameriere, pur parlando abbastanza bene l’inglese non riesce a spiegarci i tipi di carne, ci propone allora di visitare l’esposizione della cucina scegliendo direttamente il menù. Per birra ed acqua non c’è problema.  Pagheremo, con Carta di Credito, l’equivalente di 10,65 euro in tutto.                       

Dopo la pausa ristoratrice vorremmo raggiungere il Mausoleo di Abu-Mansura attraversando un quartiere di casette e persone cordiali, ma, giunti in prossimità di quello che doveva essere il corso di un torrente, constatiamo come la strada sia ostruita da macerie; oltre a queste si estende un ampio cantiere. La mia App Mapy non segnala problemi esattamente come il meno affidabile Gogle Maps. Vengono in nostro ausilio un paio di abitanti della zona che, in russo, mi fanno capire che il cantiere è iniziato qualche settimana addietro con la demolizione di 2 quartieri, si potrebbe passare, dicono, ma tra polvere e fango sprofonderemmo di 30/40cm. Dopo averli ringraziati decidiamo di tornare sui nostri passi e raggiungere la Joimy Kochasi dove cerchiamo di fermare un Taxi: i primi tre vogliono giocare a “Spenna il Turista”, il 4’ è disponibile e concordiamo che per 15.000 sum (poco più di 1Euro) ci accompagnerà al mausoleo, saranno 3 km di strada percorsi pochi minuti aggirando il vasto cantiere sorto al posto dei quartieri spianati e il cui limite arriva all’ingresso del Mausoleo di Abu Mansura cheè un edificio semplice ma interessante, il parco che lo circonda invece e molto malandato,                      

Accanto all’ingresso alcuni cartelli presentano il Progetto del cantiere con schemi e reendering, sembra sia in corso la costruzione di un ampio parcheggio per Bus e Macchine oltre l’allargamento dell’area di ingresso al Mausoleo e, se ho ben capito, è prevista pure un’ampia strada di accesso.        Mi torna in mente Shahrisabz, dove, per creare un orrendo inutile spazio Turistico-Commercial-Ricettivo lungo circa 1500m tra il palazzo Ak-Saray a nord e due moschee a sud è stata spianata una parte della vecchia città con il rischio che Unesco cancellasse il sito dalla lista dei patrimoni.   Finirà così anche qui? Samarcanda proprio non mi piace: tanta esasperazione nel restauro di edifici storici, attorno a quali hanno costruito muri per nascondere la vera città ai turisti che, inconsapevoli, vedono solo i pochi palazzi a loro riservati. Mentre penso a questo mi assale il maleficio di “Montezuma” causa probabile la ripicca dei progettisti o a qualche cosa che ho mangiato; a quel punto decidiamo di avviarci a piedi sino all’albergo per ingurgitare la dose del salvifico medicinale il cui nome inizia con “IM…”                   Dopo la doccia e constatato come la pastiglia funzioni alla perfezione, torniamo da Chorraha, al rientro impacchetteremo le valige prima di andare a nanna.

13 Ottobre Lunedì  

Sveglia alle 8, colazione alle 8.30,   Umid, il giovane ed efficiente autista arriva poco prima delle 9.  

Percorreremo i 270 km verso a Bukhara, arrivando a destinazione verso le 15, dopo alcune gradevoli soste ed una deviazione per capire se vale la pena prendere un Taxi dalla città per raggiungere il Palazzo dell’Emiro, davanti alla stazione Ferroviaria di Kogon: non ne vale la pena, lo stanno restaurando e l’esterno sembra sia tutto un cantiere.

Alloggiamo all’hotel Breshim Terrace, nulla di particolare, tranne la simpatia della anziana sig.ra Polina, che parla solo Russo ed Uzbeko ma che ci ha presi in simpatia e dimostra molta pazienza cercando di conversare con noi, d’altronde, per le prime 2 notti saremo gli unici clienti.     

Dopo esserci rilassati, rinfrescati e cambiati partiamo per una prima passeggiata serale, attraverso un’area che nel marzo 2024 non avevamo percorso, approfittiamo inoltre per sondare qualche prezzo e raggiungere la Moschea Kahlon dove, da solo, pago l’ingresso per scattare qualche fotografia serale, prima di rientrare e fermarci a cenare in uno dei ristoranti che avevamo scoperto in occasione del primo viaggio, il Chayxana Xo’ja Nasriddin.

Constatiamo come sia cambiato: ridipinte le pareti con nuovi disegni, forse è cambiata la gestione ma nel complesso è soddisfacente; hanno finito il Plov, quindi mi tuffo nel Lagman con maggior entusiasmo.   

Il cameriere appare sin troppo invadente, soprattutto dopo che ha scoperto che parliamo tedesco e che con noi cerca di allenarsi.  Storgo il naso solo al momento del pagamento: l’anno scorso per 3 volte abbiamo pagato con Visa e Maestro, cosa che compare anche sulla porta d’ingresso, ma al momento del pagamento, al banco, ci chiedono se non abbiamo contanti; il cameriere ha posto la domanda in tedesco, così “nella sua lingua preferita” pongo io un quesito:    “Nel marzo 2024 abbiamo sempre pagato con carta di credito senza problemi, e per questo siamo tornati, oggi chiedete contanti con la scritta VISA sulla porta. Che cosa è cambiato dall’anno scorso?”      Il cameriere non riesce a rispondere nulla, ma quando ripeto la medesima informazione in inglese l’addetto alla cassa trovato il lettore per la carta di credito che funziona perfettamente; sono 20 euro in totale, compreso il loro 15% di servizio     …la Mancia?  Questa volta Manca!

14 Ottobre Martedì   

Sino ad ora, tra quelle che ho visitato Bukhara è la città Uzbeka che, più ci è piaciuta, appare più spontanea e reale. Abbiamo deciso di dedicarci 3 giornate, 4 notti.   Non c’è un programma certo tranne quello di domani, ho una serie di obiettivi e per oggi decidiamo di raggiungere in Taxi il Cimitero di Hazrat Imam visitando le Moschee ed il Mausoleo che vi sorgono ed attraversare il cimitero cercando scorci fotografici. L’app Jandex invia il taxi che pagherò 9000 sum, mancia compresa.      Entriamo dalla Porta Est per uscire da quella Sud.  Poi a piedi proseguiremo verso Porta Hazrati nella credendo di trovare un centro commerciale ma in realtà è solo un supermercato e, considerando il nuovo assalto di “Montezuma” ci accomodiamo in un locale dove, alle 11 di mattina oriniamo un Tè per ingurgitare la mia dose di “IM…” Che ho scordato al mattino, poi, una volta placato “Montezuma” proseguiamo a pedi verso sud sino alla piazza Boloi Hovuz.                  

Decido di salire sulla Torre di Bukhara nonostante le mie vertigini ed il prezzo da rapina (50.000 sum a persona), il paesaggio è interessante e qualche scatto lo merita, poi torniamo alla sottostante piazza ci accomodiamo su una panchina ombreggiata ammirando il via-vai di turisti e locali sino a quando, constatato che di turisti ne siano rimasti pochi decidiamo di fiondarci a visitare la Moschea. Nella precedente occasione non avevamo potuto. Devo però ammettere che è più interessante da fuori, soprattutto l’ampio ed alto porticato frontale.  All’ingresso della Moschea ci sono alcuni artigiani all’opera e non posso non comprare ad Assunta uno degli anelli che ha adocchiato!  Poi è subito ora di avviarci, prima che adocchi anche collane braccialetti od orecchini!   l’Ark l’abbiamo visitata lo scorso anno, oggi ammiro le mura esterne e poi attraversiamo la strada per costeggiare due scuole e procedere lungo la Naqshband Kochasi: ho visto che ci dovrebbero essere un paio di moschee e che dovrebbe arrivare a Laybi Houaz.  Troviamo un piccolo giardino ombreggiato e ci sediamo a bere un po’ d’acqua e condividere una barretta mentre alcuni bambini della vicina scuola arrivano a giocare e salutarci. Poco oltre troviamo la Madrasa Rashid e la prospicente Moschea Pochakul accanto alla quale si trova anche una interessante libreria. In questo periodo a Bukhara si tiene una Biennale d’arte e le opere sono esposte in edifici storici, la Madrasa Rashid è uno di questi e la sua facciata è ricoperta da tessuti colorati che creano un interessante effetto, nelle stanze interne sono esposte alcune realizzazioni artistiche. Anche questo è un modo particolare di apprezzare la città. Ci fermeremo poi a prendere un caffè in un locale nei pressi di Laybi Houz prima di tornare all’albergo per una siesta.            

Dopo le 16 ripartiremo per i primi acquisti attraversando alcune aree commerciali della città e scattando fotografie; torneremo per cena al Chayxana Xo’ja Nasriddin, dove prima di accomodarci, chiederemo conferma del funzionamento della Carta di Credito 😉, ci risponderanno: “Per Voi funziona!”  ed allora: Birra Plov e Lagman!

15 Ottobre mercoledì   

avevo iniziato a programmare questo viaggio a fine aprile, contattando Sohshanam, la guida che nel marzo 2024 ci aveva fatto una ottima impressione. Le decisioni erano andate per le lunge anche perché in alcuni casi Lei s’era dimenticata di cercare quello che le avevamo chiesto: una delle agenzie svanite nel nulla l’aveva segnalata lei, come quella Tagika con prezzi assurdi, poi aveva fatto passare oltre un mese prima che le ricordassi che attendevo ancora l’offerta, nel frattempo eravamo andati avanti con la nostra fonte.  Avevo contattato da me una ditta che gestisce autisti a Bukhara, concordando con loro per la giornata 15 ottobre: con obiettivo la visita di Pajkend, Varhasha e Chor-Bakr.     

L’autista diceva che si poteva fare in giornata, Sohshanam insisteva fossero necessarie 2 giornate, infine, a metà giugno, avevamo definito il prezzo per una giornata singola confermando con Sohshanam e l’autista per il 15 ottobre.  A fine settembre, contattando Sohshanam per comunicare l’hotel dove avremmo alloggiato ci aveva risposto che “dopo tanto tempo”, aveva dovuto prendere un lavoro e che neanche il 15 poteva più. Poco male: soldi risparmiati se lo stile è questo!              

L’autista è arrivato alle 9 all’albergo, parlava pochissimo inglese, ma era sveglio e volonteroso, non aveva però capito che Chor-Bakr per noi doveva esser l’ultima visita della giornata, ci siamo invece trovati lì al mattino presto. Poco male: non c’era nessuno e l’abbiamo vistata bene e con calma, lui pensava 10 minuti, noi ne abbiamo occupati 60 abbondanti 😊.   

Abbiamo anche avuto l’occasione per assistere ad una cerimonia funebre, poi siamo ripartiti, ma solo dopo aver spiegato quale doveva essere la cronologia delle visite!   Appurato che l’autista avesse ben compreso abbiamo proseguito alla volta di Paykend che abbiamo raggiunto poco prima delle 12.  Mi attendevo qualche cosa di meglio dalla visita. Avevo letto che dal 2008 è nella lista dei tentativi dei siti Unesco, ma in queste condizioni penso che resterà nella lista ancora per molto: isolata, priva di cartelli informativi, recintata parzialmente da una rete con buchi attraverso i quali le tracce testimoniano l’ingresso di animali. Sul terreno oggetto di scavi si trovano innumerevoli resti di animali e cocci di oggetti in terracotta/ceramica. I siti, apparentemente, sono due separati da un fiume ed il ponte che, da lontano si intravvedeva sembra abbia vissuto momenti migliori. 20 minuti di visita sono stati sufficienti, per quanto riguarda invece il Museo: l’autista diceva che non c’è, ho provato a fargli percorrere la strada che la mia app Mapy indicava, ma era dissestata, abbiamo così deciso di rinunciare. Avevo letto che Varakhsha è in condizioni peggiori e meno accessibile ed ho abbandonato quindi questa meta optando per una breve sosta a Jandor, una cittadina nella quale avevo letto si trova un Parco “Patriottico” con esposti alcuni mezzi militari. I mezzi c’erano: un Mig 23, due elicotteri Mi-08 e Mi-24, due carri armati T-64 e T-55, un cannone da campagna ed un paio di autoblindo, il tutto in pessime condizioni, parco compreso!                    

Rientrando a Bukhara l’autista ci ha proposto una piccola deviazione ad una Fabbrica di Forni per il pane: interessante, ma molto più interessante sarebbe stato visitare il Cimitero che sorgeva sulla collina dalla parte opposta dell’autostrada, ma eravamo troppo “cotti” per attraversare sotto il sole.    A Bukhara abbiamo fatto una breve sosta alla Porta Talipach nei pressi del Bazar, così ci siamo convinti che sarebbe stata la partenza della nostra escursione il giorno seguente.  Il rientrare presto a Bukhara ci ha permesso di riorganizzarci le idee in albergo, prima di tuffarci negli acquisti e concludere la serata con una ottima cena al Temir’s Restaurant, un ristorante che avevamo provato frettolosamente nella precedente occasione, ma al quale, questa volta abbiamo dedicato maggiore attenzione, venendone degnamente ricambiati.  Dopo cena ci siamo concessi un’ulteriore passeggiata, tra gruppi che suonavano nella piazza e persone che danzavano, una ragazza in particolare ha attirato la nostra attenzione, si vedeva che sapeva danzare e con la sua bravura coinvolgeva altre persone, dapprima delle signore anziane locali poi anche alcuni turisti.  La ragazza si è lasciata fotografare, poi per la prima volta ho provato la Canon anche in funzione video.  Riavviandoci all’hotel mi ha colpito la luce della piazza e del retrostante Toqi Sarrofon, con la gente che andava e veniva. Così, scattando una serie di fotografie, ho notato una giovane mamma con il bebè in braccio, che, camminando nella mia direzione, sorrideva all’obiettivo.           

Una buona cena, una bella serata!

16 Ottobre giovedì    per l’ultima giornata ci siamo concessi un po’ di sonno in più. Dopo colazione abbiamo raggiunto la vicina piazza per chiamare un taxi e mentre lo facevo s’è avvicinato un signore, qualificandosi come Taxista ed offrendosi di portarci lui,  dopo avergli chiesto di indicarmi la sua macchina ho constatato come avesse si scritta Yandex sulla fiancata, ma alla richiesta del prezzo per raggiungere la destinazione, la sua risposta mi causato una risata spontanea:  Il signore chiedeva 50.000 sum, per quanto Yandex mi aveva appena confermato al prezzo di 10.000sum.   2 minuti dopo, salivamo sul vero taxi mentre salutavo cordialmente l’esoso signore dei 50.000.                        

Quindici minuti dopo eravamo pressi della Porta Talipach, da dove, ringraziato l’autista lasciandogli 12.000 sum; è iniziata la nostra giornata.  Io oggi non mi sentivo particolarmente in forma.                

Ci ha subito incuriosito uno dei molti negozi di biciclette che abbiamo trovato a Bukhara, costeggiando le mura ristrutturate abbiamo raggiunto la Porta Talipach, ma solo dopo che Assunta aveva passato in rassegna i venditori di fiori e piante sulla antistante piazza.  La porta Talipach e le mura sembravano nuove, solo la porta in legno mostrava segni dell’età ed attraversandola abbiamo raggiunto un giardino ancora in fase di costruzione con un paio di Cavalli legati alle piante che brucavano l’erba all’ombra.        

Dopo una breve pausa abbiamo proseguito costeggiando il “lago di Bukhara” sino al noleggio barche per poi addentrarci nel parco divertimenti, ancora deserto.  Per me la giornata appariva faticosa ed ho dovuto ricorrere a più pause ristoratrici una delle quali all’ombra di un Gazebo nei pressi di un negozio di souvenir già visitato l’anno precedente, così mentre io recuperavo, Assunta indagava e si sbalordiva dei prezzi esorbitanti. Poco oltre anche una venditrice di capellini, ne abbiamo adocchiato uno per il quale la venditrice sparava 30 dollari!    Lo volevamo, si, ma non a quel prezzo, così, dopo loro insistenze e nostri rifiuti, continuando a non spostarmi dai 5 euro che avevo proposto dall’inizio, vedendo che veramente ci stavamo allontanando, la signora ci ha rincorsi accettando i 5 euro!    Un altro regalo era entrato in cascina.                          

Era giunto il momento del Bazar: i dolcetti per Assunta che voleva anche pacchi confezionati di riso Uzbeko sottovuoto, peccato che fosse venduto solo sfuso, da sacconi di 25/30kg. Abbiamo acquistato 400g di palline di Formaggio salato ed esiccato, prima di continuare il precorso nuovamente diretti alla piazza Boloi Hovuz.   Il mio malessere ci ha portato ad una “sala da Tè all’aperto per sorseggiare un buon Tè nero. Una mezz’ora di pausa con sottofondo musicale e poche persone nel locale sono state utili così, una volta ristabilito abbiamo deciso di rientrare all’albergo per dare inizio al supplizio delle valige, poi un riposino!         

Alle 16.00 siamo stati nuovamente operativi, pronti a spendere gli ultimi Sum per i regali che ancora mancavano.  Abbiamo visitato alcune delle opere della Biennale esposte nei Caravanserragli e nelle Moschee del centro prima di acquistare qualche Suzani, una camicia verde per me, anelli ed orecchini per lei, qualche t-shirt, capellini e “portacose” vari pagati talvolta in Sum ed altre in euro …       

Per cena ancora Temir’s dove la cameriera ed il titolare, riconoscendoci, ci hanno accolti con estrema cortesia.  In quella seconda serata abbiamo cambiato completamente il menù, l’unica costante è rimasta birra Sarbast, il tutto pagato con “Visa” senza giochi da illusionisti. La sera precedente il conto era stato di 45 euro, questa volta poco di più, sempre ottima l’esperienza culinaria.  Poi ancora musica nella piazza, ma troppo presto per le danze e troppo tardi per noi che, il giorno seguente ci dobbiamo alzare alle 4.30. 

17 Ottobre Venerdì     L’autista arriva puntuale alle 5.15 poi in 20 minuti raggiungiamo l’aeroporto attraversando una Bukhara deserta.   È aperto il check-in di un volo per Mosca così, nel frattempo, chiedo al servizio di sicurezza di poter uscire per qualche scatto alla facciata dell’aeroporto e rientro proprio mentre apre il nostro Check-In, poi al piano superiore per il controllo documenti dove mi fermano, trattengono il passaporto e mi rimandano al piano inferiore, “vada alla stanza 161”  dicono….   “oddio NO!  Ancora il caso di omonimia, Noooo!”   Scendiamo, Io e l’angoscia, troviamo la stanza 161 e “rassegnato ad un interrogatorio o ad una lunga e noiosa attesa” busso e mi presento.   Si tratta della sala dove scansionano i bagagli da imbarcare. Mi mostrano la radiografia della mia valigia indicando quello che per me è il treppiede della macchina fotografica, mentre per loro potrebbe essere un Drone o peggio…  un’Arma?😊     Sono dubbiosi e chiedono di aprire la valigia per verificare l’oggetto misterioso, devo anche mostrare come funziona prima che si convincano! Poi si rilassano, e mi permettono di rimpacchettare in 2 minuti quello che il pomeriggio precedente aveva richiesto mezzora ☹.    Risalgo, da uomo libero, al 1’ piano dove, la Poliziotta del controllo mi chiede di cosa si trattasse, ed avuta la risposta scoppia a ridere (lei evidentemente sa cosa sia un “Camera tripod”).

Dopo il decollo osservo i paesini e le strade sotto di me prima dell’arrivo di Morfeo: dormirò per una mezz’ora.  Al risveglio, lo spettacolo che ammiro dal finestrino grazie ed un cielo limpido assorbirà la mia attenzione: il deserto del Turkmenistan ed uno strano canale e lago, Il mar Caspio, una parte di Armenia e Georgia, le nuvole appaino quando raggiungiamo Istambul che intravvedo a tratti tra le nuvole ☹.

Avremo circa cinque ore di attesa nel costosissimo aeroporto di Istambul dove pagheremo due Capuccini e due croissant la bruttezza di 39 euro poi una bottiglietta d’acqua altri 3,5.  Infine, dal gate B12, ci imbarchiamo con 30’ di ritardo che verranno recuperati in volo toccando terra puntualmente alle 18.50, poi però l’aeromobile resta fermo nei piazzali per circa 30’, per motivi ignoti ai più, senza permettere lo sbarco. Poi sarà solo dogana, bagagli, macchina e casa.  In attesa della prossima avventura: le idee certamente non mancano.

Un enorme grazie a Sherzod della “Nuratau Travel” l’genzia Uzbeka che, da me contattata tramite Evaneos, ha compreso pienamente le mie richieste, proponendo alcuni suoi suggerimenti integrativi ed organizzando il viaggio per la parte Tagica, oltre a curare l’organizzazione della giornata ad Urgut, del trasferimento Samarcanda > Bukara e della prenotazione degli alberghi da me suggeriti.

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Alcune mie foto da FLIKR