SUPRAMONTE e GALLURA

Tre visite, 1988, 2007 e 2015. Nelle prime due occasioni non ho potuto apprezzarla, nell’ultima l’ho visitata, scoprendola ed ho iniziato ad “amarla”.

1988Una vacanza Balneare.

Santa Teresa di Gallura, “Club Mediterranee”, quello che ora è il Villaggio sulla spiaggia della Marmorata. Una vacanza, organizzata dal “Dopolavoro” della ditta per cui lavoravo, non facevo ferie da 2 anni ed ho passato quasi tutto il tempo a dormire, tranne una bella escursione, a piedi, dal Villaggio alla vicina Santa Teresa e ritorno, ed alcune camminate sugli scogli che si trovano ai lati della spiaggia.

2006 Olbia trasferta di lavoro

Aprile, in volo da Bologna. Due giorni ad Olbia per incontrandomi con un agente e visitare clienti nella zona,

2016 – un Tuor nel supramonte ed in Gallura

23.11 Mercoledì – Sbarchiamo ad Olbia dalla MOBY AKY alle 7 di mattina dopo una tranquilla attraversata e ci avviamo. Le indicazioni stradali sono confuse e dopo aver sbagliato direzione due volte decido di non seguirle ed andare “a naso” riuscendo così ad imboccare la Statale per Sassari. Deviamo per Buddusò passato il quale ci fermiamo al primo Nuraghe il LOELLE. Per strada non passa nessuno, da qui partono alcune stradine sterrate e ne percorriamo una inoltrandoci per qualche km, paesaggi particolari!  Proseguiamo diretti a Bitti per cercare il sito di ROMANZESU e con una deviazione dalla strada principale lo troviamo, anche qui solo noi, i custodi ed alcuni operai impegnati nella manutenzione ai percorsi. C’è vento ma è una buona giornata. I custodi ci suggeriscono anche il MUSEO DEL CANTO A TENORE, incluso nel biglietto e ci avviamo, lo troviamo ed entriamo, è interessante e ben spiegato, così come il vicino MUSEO DELLA CIVILTA’ CONTADINA. Mangiamo un panino in un bar sulla piazza e ripartiamo in direzione sud. So che la giornata sarà lunga!   Pochi km dopo percorrendo una curva scorgo un panorama a sinistra: un piccolo paese, sulla cima di una collina, con un raggio di sole che lo illumina, faccio subito inversione per fotografare, si tratta di ORUNE. La prossima tappa è Gavoi e Sa Itra, ho letto di questa chiesa ed andiamo a cercarla. Restiamo delusi quando, arrivati, la troviamo chiusa, non solo la chiesa, ma tutto il recinto che la circonda. Delusi ripieghiamo su SAN COSIMO DI MAMOIADA che visitiamo per continuare cercando la Domus de Janna di Istevene, questo proprio non lo troviamo, chiediamo in giro e nessuno sa dove sia, un piccolo cartello indirizza in un terreno recintato con pecore e cani da pastore carichiamo in macchina anche questa delusione e ripartiamo, proseguendo sino a Sìarcu e Is Forros dove arriviamo verso le 16.  Appena in tempo! avrebbero chiuso alle 16.30 e questo riusciamo a visitarlo. Bello il sito e brava la custode. Il tempo non sembra dei migliori, mi sa che domani cambieremo programma, importante che questa sera si arrivi tranquilli. Dobbiamo raggiungere Urzulei e mi avvio verso Villanova per poi deviare per Tortolì e risalire, è più lunga ma sarebbe quasi tutta Statale, invece trovo la strada chiusa per lavori. Imposto il navigatore che mi rimanda indietro ed inizia a piovere, proseguo in salita con le indicazioni per Talana, poi, la pioggia smette sostituita da una fitta nebbia così continuo a guidare seguendo le indicazioni del navigatore dato che quelle esterne non si vedono. Percorro tornanti in discesa diretto a Talana, una deviazione a sinistra, sempre nella nebbia, proseguo lungo una stradina strettissima. Non manca molto, sempre avanti e finalmente Urzulei, la B&B da Caterina. Lo stesso percorso, lo rifarò al ritorno, 2 giorni dopo, rendendomi conto di che strada fosse!    Booking, dopo aver addebitato il soggiorno sulla Carta di Credito, 2 giorni prima di partire mi comunica che la B&B dove avevo prenotato non mi può ricevere: avevo prenotato 2 mesi prima, mi hanno già addebitato l’importo totale e mi fanno cambiare per una B&B dove devo pagare in contanti. Sono alterato, non è la prima volta che mi succede, ma è la prima che ho problemi ad avere l’accredito di quanto si sono già trattenuti, e lo riceverò molto tempo dopo e dopo ripetute discussioni telefoniche e scritte: sarà l’ultima volta con Booking. La signora Caterina è molto cordiale, lei non ha colpa!  Siamo stanchi, affamati e diluvia. Ceneremo discretamente alla RUOTA, uno degli unici due locali aperti in quei giorni.

24.11 Giovedì – Avevo in programma la salita al Supramonte e raggiungere Sa Giuntura, DILUVIA! Cambiamo programma. Vado dapprima a verificare l’inizio del percorso che porta al Supramonte, poi scendiamo verso la costa sotto un diluvio. Smetterà di piovere solo quando arriveremo a Santa Maria Navarrese dove prendiamo un caffè e compriamo dei panini per il giorno dopo (siamo ottimisti). Dato il miglioramento decidiamo di salire all’Altopiano di Golgo così da Baunei si sale, stradina stretta ben percorribile, arrivati all’altopiano un bel percorso: leggeri saliscendi nel bosco per arrivare alla chiesetta. Qui ricomincia a piovere, ma siamo attrezzati ed andiamo a ripararci nelle tettoie adiacenti la chiesa, poi una passeggiata nei dintorni prima di ripartire diretti ad Urzulei, con un paio di deviazioni dato che la pioggia è altalenante e le nuvole stanno diventando più sottili.  Ceneremo al GUFO, una piccola pizzeria dove ci troveremo molto bene.

25.11 Venerdì – Sono le 6, mi affaccio alla finestra e vedo STELLE, l’ottimismo aiuta!  SVEGLIA, SI VA! Colazione e saluti alla sig.ra CATERINA ed al marito, e via, su verso l’altopiano, il tratto che devia dalla SS125 verso l’altopiano non mi ispira, me è breve, poi si apre in un paesaggio unico. Proseguiamo verso nord su strada sterrata, scorrevole sino ad un guado, alcuni anni prima una alluvione ha distrutto il ponte. Dopo aver verificato la consistenza e le condizioni del fondo proseguiamo sino a Sedda Arbaccas e lasciamo la macchina in uno spiazzo. Da qui camminiamo, oltrepassiamo la Tomba dei Giganti, guardiamo a destra la Cascata Su Cunnu ‘e S’Ebba ed iniziamo a scendere.  Percorso semplice, c’è solo da fare attenzione a mantenere la rotta, infatti ad un certo punto mi volto e devo richiamare “all’ordine” chi, invece di seguirmi, ha deviato 😊.   Fotografo molto, poi impreco! Si è scaricata la batteria (avevo dimenticato di metterla in carica ieri sera), mentre quella di ricambio è rimasta in Macchina ☹. Non è da me!  Arriviamo così subito sopra Sa Giuntura e risaliamo. Ci abbiamo messo pochissimo, quindi decidiamo di raggiungere un’altra parte dell’Altopiano. Raggiungiamo la macchina, cambio la batteria a CANON raggiungo Campu Oddeu e qui proseguo verso destra. Pecore ed asini ci salutano lungo il percorso. Dopo qualche km un altro ponte crollato ed il relativo guado, ma qui scorre acqua, indosso gli stivali per i soliti controlli del fondo anche questo transitabile: Compatto, Acqua bassa, studio il passaggio migliore e … Fatto!  Proseguiamo!  Ancora un paio di km prima di lasciare la macchina per risalire lungo un Sentiero/Torrente in secca sino a raggiungere le tombe di S’Arena dove, circondati da mucche curiose, azzanniamo i panini sotto uno splendido sole per poi ridiscendere. Obiettivo centrato!  Non resta che ripartire, abbiamo prenotato ad Oliena e vogliamo fare ancora qualche visita per strada, quindi giù, verso Urzulei, deviamo per Talana che raggiamo percorrendo stretta stradina, dopo paese si risale ancora per una serie di tornanti, accidenti! Questa è la strada che ho fatto arrivando con Nebbia e Pioggia!  Giunti all’altopiano ci fermiamo, c’è un punto panoramico e si vede sino ad Arbatax, bello, a sinistra, sotto di noi, Talana.  Attraversiamo questo piccolo altopiano per poi scendere verso la statale 389, la 125 è ancora chiusa per frana.  Lungo il percorso visiteremo ancora Madau e Pratobello, da qui attraverseremo Orgosolo per arrivare dopo il tramonto ad Oliena. Pernottiamo alla B&B GICAPPA, gestiscono anche l’ottima Trattoria sottostante dove ceneremo entrambe le sere.   

26.11 Sabato – TISCALI! Ci arriveremo? Sentiamo ancora nelle gambe la camminata di ieri.  Tutti ci sconsigliano di andare senza guida, ma i miei 10 anni con cani in giro per boschi e montagne, spesso fuori dai sentieri mi portano a pensare che SI PUO’ FARE. … e lo facciamo!  Risaliamo la Valle, passiamo un paio di guadi per fortuna secchi nonostante la pioggia di due giorni prima, lentamente risaliamo sino ad uno spiazzo dove c’è posto per 3-4 macchine, verifico la mappa e deduco che è il punto dove vorrei ridiscendere, quello che voglio percorrere per salire si trova quindi a circa 1 km più a nord Est, c’è infatti una stradina che percorriamo, sino a quando raggiungo il greto del torrente, qui cerco uno spazio rialzato e posteggio. Ci starebbero un paio di macchine, posteggio meglio che posso per lasciare ancora spazio.  Scarponi, Zaino, Acqua, Panino, Frutta CANON x 2, questa volta con batteria di scorta!  e si parte. Percorsi 300m mi ricordo di aver dimenticato il GPS: mi sono alzato presto, ma solitamente mi sveglio più tardi 😊.   Rifaccio il percorso, recupero ed attivo il GPS e proseguiamo percorrendo il greto del Lanaittho. Mi hanno fatto terrorismo psicologico circa l’altro sentiero e, poiché soffro di vertigini so che dal Lanaittho ci arrivo, non so come sarebbe l’altro sentiero.  Una bella passeggiata, non difficile, su e giù per sassi, di qua e di là del torrente, mattinata fresca, meglio, così si prosegue più veloci. Sentiamo voci sulle rocce attorno, forse speleologi.  Giungiamo al bivio del sentiero, segnato da un pessimo cartello, teniamo la destra e su, leggermente più ripido. Più avanti ci fermiamo a guardare la zona ed ascoltare le voci, mi pare di aver sentito urlare, ma non sono sicuro.  Dopo qualche minuto, a passi veloce, un ragazzo, zaino in spalla, sgambetta in salita e ci sorpassa, ci salutiamo.  Lo troveremo sopra scoprendo che è il custode e che lo fa ogni giorno.  Ripartiamo e la salita si fa leggermente più ripida, il sentiero e meno marcato, si va per rocce. Il percorso mi ricorda alcuni percorsi sul Carso o su alcune montagne delle mie zone. Qui i segnavia sono rari e malandati, basta fare attenzione a piccoli segni, esattamente come ieri per andare a Sa Giuntura. Ora so che arriveremo, infatti in pochi minuti raggiungiamo il Cartello TISCALI (non quella telefonica, quella Archeologica, su Google ho trovato valutazioni di qualcuno che pensava fosse la Compagnia Tel.).    Beviamo e ci riposiamo qualche minuto prima di scendere la scaletta per accedere al sito e, suoniamo la campanella ed arriva il custode, qui scopriamo, come detto prima, che chi ci ha sorpassati era il custode.  Paghiamo l’ingresso, ci dà una spiegazione circa la storia del sito e proseguiamo lungo un percorso ad anello all’interno della “voragine”.   Apprezziamo il silenzio che ci circonda interrotto dal cinguettio di alcuni volatili.  Il custode sta leggendo, noi mangiamo panini e frutta, scatto ancora qualche fotografia e prima di salutare il custode gli chiedo da dove viene: ha un accento familiare. Che piccolo il mondo: è originario delle mie parti, Nord-Est, facciamo una chiacchierata, noi siamo stupiti che in questa stagione, con le temperature che ci sono (per noi fa caldo) non ci siano più turisti, mi conferma infatti che di stranieri ne arriverebbero, ma trovano tutto chiuso. Lo abbiamo notato anche noi!   Salutiamo ed iniziamo il percorso in discesa affrontando il sentiero che mi avevano sconsigliato. Mi dico: “sin qui ci sono arrivato, se mi blocco non faccio altro che rifare il percorso della mattina”.    Sopra il sito si apre un panorama stupendo sulla valle del LANAITTHO, una giornata limpida e calda, ora si è alzata una leggera brezza.   Continuiamo la discesa, mi tengo davanti per seguire il sentiero se dovesse essere poco marcato e per fermarmi se avessi problemi. Tutto procede tranquillamente ed il sentiero è ben marcato procediamo sul percorso dei Carbonai, molto scenico, e raggiungo la “Fessura”; che formazione particolare.  E’ veramente stretta, lo zaino con i bastoncini si incastra per un momento ma si passa. Procediamo così sino a quando il sentiero diventa una carrareccia e troviamo un punto panoramico su un lastrone. Non capisco perché mi sconsigliavano questo tratto “Senza una Guida”, ho fatto di peggio.  Una leggera stanchezza ci accompagna, ma si va, decido a questo punto di accelerare così accendiamo le Radio RT, andrò a prendere la macchina per tornare allo spiazzo più grande cosi risparmierà un pò si strada. Accelero ed accelero, le gambe vanno ancora, dopo la camminata di ieri non pensavo. Ci cambiamo, un amico anni addietro diceva che “il bello degli scarponi è toglierli!”  Concordo!  Ora si riparte verso Sa Oche ed improvvisamente I MUFLONI ci passano davanti, freno arraffo la macchina fotografica e cerco di fotografare, troppa vegetazione, pazienza.  Sono circa le 15, proviamo a vedere le grotte ed il sito archeologico, che invece trovo chiuso, nonostante sia sabato, ci siamo illusi, io i 3 tedeschi ed i 2 Svedesi che trovo vicino al sito, siamo costretti a vederlo da fuori, al cancello non ci sono indicazioni. Benvenuti turisti!  Andiamo avanti e ci fermiamo a SU GOLOGONE.  In serata rientriamo al GICAPPA e prima di cena facciamo ancora una passeggiata per il paese. Se riuscirò a tornarci dedicherò più tempo per visitare il paese.

27.11 Domenica – Lasciamo Oliena alla volta di Porto Rotondo. Ci dirigiamo prima verso MAMOIADA per visitare il MUSEO DELLE MASCHERE MEDITERRANEE, dove scopriamo similitudini con tradizioni Balcaniche e della montagna Friulana e Veneta, poi proseguiamo a cercare la PERDA PINTA, si trova nel giardino di una B&B, cortesemente ci fanno accomodare e ci raccontano le vicissitudini della scoperta, poi proseguiamo lungo la SS129, da dove usciremo per visitare SERRA ORRIOS e S’ENA e THOMES ed ancora lungo la SS131, con sosta per un gelato a Siniscola. Al tramonto arriviamo a Porto Rotondo, dove un conoscente ci ha messo a disposizione la barca per alcuni giorni. Dormiremo a bordo per 4 notti, usandola come base per gite nei dintorni. Questa sera ceniamo a bordo!

28.11 Lunedì – Partiamo alla volta di Arzachena intenzionati a visitare alcuni siti archeologici, ma arrivati al centro informazioni scopriamo che sono chiusi. Bella notizia, ottima per dei turisti in visita. Ci avviamo comunque nella speranza di poterli vedere da fuori e mentre li ammiriamo, vediamo alcuni “Colleghi Turisti” stranieri entrano visitando i siti, parliamo con loro in tedesco ed inglese ed apprendiamo che anche loro sono alquanto infastiditi, ma arrivando da lontano non vogliono perdersi l’occasione, nessuna recinzione, passaggi aperti…. entriamo con loro. Più tardi li ritroveremo in altri siti nei dintorni. Lasciata Arzachena, proseguiamo per Santa Teresa di Gallura, dove vorrei rivedere la spiaggia della Marmorata, la giornata è splendida, ventosa ma splendida ed all’arrivo alla Marmorata il paesaggio si assorbe: Sole, Mare mosso, Spiaggia deserta solo noi! Un paio d’ore di camminata e via diretti a Santa Teresa di Gallura dove decidiamo di mangiare, ma con tristezza constatiamo che è tutto chiuso…. giriamo e troviamo una pasticceria per poi trovare un ristorante aperto, “Il Girasole”, una pessima esperienza. Da qui proseguiamo verso Capo Testa, promontorio granitico molto affascinane, con sentieri che lo percorrono ed una splendida posizione per attendere il Tramonto. Il vento non molla, noi neanche, quindi attendiamo il Tramonto per poi ripartire alla volta di Porto Rotondo dove ceniamo al MARYTON BAR, uno dei rari locali aperti.

29.11 Martedì – Ci sono tantissime cose che vorremmo vedere, oggi si va verso Palau. La Roccia dell’Orso è chiusa, “Benvenuti turisti”!  Vediamo tre persone che entrano da un passaggio stretto, li seguiamo.  Sono tedeschi in vacanza, stupiti di trovare tutto chiuso. Saliamo il percorso che pare un marciapiede, ammiriamo il panorama in una giornata limpida in cui si vede bene anche La Maddalena ed i fondi sprecati per ristrutturare la vecchia base. Salutiamo i tedeschi, scendiamo e procediamo verso un’altra zona che ho visto da sopra, la Batteria di Capo d’Orso. Un facile percorso attraverso arbusti e ruderi di strutture abbandonate conduce ad un Ponte, molto malandato, che passo con attenzione date le assi mancanti e mobili, per proseguire la salita. Una struttura enorme, diroccata ed abbandonata, offre uno splendido panorama, ma, evidentemente, conviene di più costruire nuove strutture alberghiere piuttosto che restaurare quelle esistenti ed abbandonate.  Esploro l’area dove sono entrato con scarpe da montagna, con sandaletti! Per poi ridiscendere e continuare nei dintorni. Rientrando in direzione sud ci fermeremo a vedere san Pantaleo, prima di tornare a Porto Rotondo e di cenare a bordo.

30.11 Mercoledì – Della Costa Smeralda ne ho sentito parlare spesso, la prima volta mi pare quando AZZURRA mi teneva sveglio la notte, apparteneva allo “Yacht Club Costa Smeralda”.  Ci siamo vicini, andiamo a vedere com’è. Il percorso panoramico è suggestivo, ma rovinato talvolta da qualche albergo. Porto Cervo, non mi piace, un agglomerato di case ed alberghi, forse in stile locale, ma evidentemente turistici, la baia in mezzo. Visitiamo la chiesa e scappiamo: non è il nostro stile.   Proseguendo verso nord il Paesaggio è bello, nonostante qualche tetto di villaggi turistici. Scorgo il faro che cerco prima di fotografare risalendo una piccola altura attraverso bassi ma fitti arbusti e poi raggiungiamo posteggiando in uno spiazzo subito fuori dalla zona militare recintata. Verso est camminiamo lungo una stradina sterrata sino ad arrivare al rudere di un altro Faro con gli impianti arrugginiti di una gru. Il paesaggio è stupendo, verso nord si intravedono due fanali per la navigazione, Il rosso poco distante, ed il Verde sull’isola delle Biscie, decidiamo di provare a raggiungere il rosso. Una piacevole passeggiata, nel vento anche se più leggero del giorno prima, molto scenica, scatto alcune fotografie e decido di proseguire diretto il Faro Rosso, non è il caso, il vento sbatte alcune onde e spruzzi sul passaggio, mi limito quindi a guardare da qui, per poi rientrare. Che bel posto, speriamo non venga trasformato in Ristorante con posteggio panoramico aperto 6 mesi l’anno, deturpando il paesaggio per tutti i 12. Prima di rientrare passiamo per una zona chiamata Saline, poi si avvicina il tramonto e rientrare.  Per questa sera ci siamo accordati: cena al MARYTON BAR a Porto Rotondo ci organizzano pesce. Una bella serata durante la quale racconto anche le mie impressioni sulla Sardegna, di come ho apprezzato maggiormente l’interno e la natura piuttosto che la costa, racconto il piacere del primo giorno quando ho visto il raggio di sole su Orune ho fermato la macchina e sono andato a fotografate, la cuoca sorride….  scopriamo che è di Orune.

01.12 Giovedì – Lasciamo Porto Rotondo e la barca diretti a Golfo Aranci, qui vorremmo salire al “Semaforo Marconi”. Lasciamo la macchina in un ampio spazio vicino alla ferrovia e ci incamminiamo verso Cala Moresca.  Decidiamo di non risalire la collina, ma di proseguire lungo un altro sentiero che termina alla Batteria Costiera L.Serra. Da qui, rientrando, deviamo per quello chiamato “Cimitero degli Inglesi” poi sino a Cala Greca. Una bella passeggiata di alcune ore, con tanta calma, sole, vento e silenzio, ci fermiamo a fotografare ed ammirare la natura per poi rientrare e ripartire attraversando una deserta “Golfo Aranci” in direzione di Olbia dove, dopo aver mangiato e comprato una quantità industriale di dolci tipici. In serata visitiamo il Museo Archeologico prima di raggiungere l’imbarco con MOBY e proseguire con una tranquilla navigazione notturne. Decidiamo di cenare a bordo al ristorante “A la Carte”, pessima idea.  Poi dondolati dalle onde e cullati dai ricordi che la Sardegna ci ha regalato ci addormentiamo, arriveremo a Livorno di prima mattina.

Alcune mie Fotografie da FLIKR A

Alcune mie Fotografie da FLIKR B

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