Islanda

7-18 Marzo 2022

Da 40 anni sognavo questa meta, senza trovare l’occasione né i compagni di viaggio adatti od interessati, così, quando dopo aver terminato, controvoglia, l’attività lavorativa e mentre il flagello della peste iniziata nel febbraio 2020 stava lentamente calando l’intensità, grazie a due prime innocue inoculazioni seguite da una terza, mi si riprospettava la possibilità di muovermi e tornare a viaggiare, s’era riaccesa nella mia mente un’idea “Boreale”. L’avevo accennato alcuni mesi prima ad un cognato ed un nipote che si erano dichiarati interessati, ma che alla mia frase: “facciamolo in Aprile” non avevano più toccato l’argomento. Forse non ero il compagno di viaggio che si aspettavano 😊.  Fu così che, rimuginando ed esternando ad Assunta i miei pensieri, realizzammo come non avessimo mai festeggiato un mio compleanno in viaggio e come ora ciò fosse realizzabile. La stagione della caccia copre i periodi in cui la notte è ancora notte, questo perché l’Aurora Boreale si “caccia” al buio, sarebbe quindi inutile volare in Islanda d’estate, almeno per queste tipo di safari.

Più che convinta Lei si era rassegnata, ma il tempo era trascorso e marzo era ormai alle porte: alcuni dei voli che tenevo d’occhio non avevano più posti, avevo provato ad appoggiarmi ad agenzie che si presentavano come “Esperte dell’area”, ma l’unica valida aveva già il pacchetto di marzo pieno mentre l’unico disponibile era quello di febbraio cosa che per noi era impossibile;  altri Operatori?   …. tempi lunghi nelle risposte, idee confuse, e nessuna capacità di leggere le nostre mail con le spiegazioni del come, perché e dove ci interessasse andare, neppure l’invio di mappe con gli appunti era servito: ci offrivano quello che loro capivano o, ad essere ottimista, ciò che più gli conveniva!   …..  Il “Fai da Mè” tornò allora ad essere una necessità! Ci appoggiammo ad una Agenzia nei pressi di casa per prenotare il volo e la vettura a noleggio, una 4×4 mentre le “Agenzie Specializzate” avevano offerto “trazioni anteriori” nonostante la loro “auto-dichiarata esperienza sulla destinazione”; alla medesima agenzia chiedemmo di prenotare alcuni alberghi, lasciando a noi la gestione degli altri sul posto, in funzione delle condizioni meteo e della percorribilità delle strade. Nel frattempo avevo trovato alcune App islandesi per previsioni meteo, viabilità ed ovviamente “Northen Lights”: ottime! Ne parlerò oltre.

In quei giorni la tempesta Franklin aveva picchiato in Inghilterra ed Olanda, anche Islanda. Assunta, terrorizzata, batteva i denti dal freddo ancor prima di partire e si era specializzata nel calcolo delle raffiche di vento dopo l’esperienza del 2020 con i “70 rampanti” a Schwechat e sul Neusiedlersee, in Islanda però si parlava anche di 100/120kmh, “ruggenti o scatenati” questo non faceva differenza.    Questi dati facevano vacillare la sua curiosità, a me vacillò il Conto Corrente quando, per mantenere viva la sua convinzione, le acquistati ramponi ed abbigliamento tecnico da indossare sotto giacca a vento e maglioni.

Come se non bastasse la pandemia che perdurava da due anni, i cavalieri dell’apocalisse intensificarono le scorribande e, dopo le notizie circa le strade in Islanda nella bufera, ci si era messo anche il nuovo Ras-putin a rompere i co….i, inviando un branco di belve che, con metodi nazisti, sosteneva avrebbero dovuto de-nazificare una nazione che si faceva i fatti propri.    La buona notizia giunse il 25 febbraio quando l’Islanda tolse l’obbligo di tamponarci, poi dal 1’ marzo l’ Italia ridusse altri obblighi legati agli spostamenti, ….almeno quel “Tamponamento” lo risparmiammo.

Avevamo accorciato le percorrenze del programma, per ritagliarci tempo per comode visite e per adeguarci, in caso di necessità, alle imposizioni del meteo che avremmo potuto patire in quegli 11 giorni. Ero entusiasta, nel mio segreto ancora di più dopo la promessa che Assunta mi estorse: “Promettimi che ci torneremo anche in estate!”   “Certo, lo giuro Tesoro, per Te farò anche questo! Non potrei mai non esaudire una tua richiesta!   ….. Anzi, dimmi subito quando vuoi che ci torniamo? …così Prenoto! “ 😊

7 marzo, decolliamo da Venezia con KLM diretti ad Amsterdam da dove, con volo Transavia, in 3 ore atterriamo a Keflavik. Già pochi minuti prima di toccare terra, iniziammo ad ammirare il paesaggio con il naso stampato al finestrino.

Atterriamo poco prima delle 19 locali, ritirammo i bagagli e raggiungiamo l’ufficio della Avis/Budget per ritirare la vettura; ci vuole un’eternità così solo dopo quasi 2 ore possiamo raggiungere il posteggio dove ci attende la nostra Dacia 4×4, vettura che dobbiamo controllare al buio, con l’ausilio delle lampade frontali, togliendo il ghiaccio sulla carrozzeria e dai cristalli; più tardi invierò al noleggiatore 2 mail con l’elenco dei difetti riscontrati che non ci avevano comunicato. Era comunque in buone condizioni: 45.000km con un unico grosso problema, che si evidenzierà negli ultimi due giorni del viaggio: la chiodatura degli pneumatici anteriori è ridotta all’osso mentre quelli posteriori sono perfetti. Possiamo quindi iniziare il viaggio alla volta dell’Hotel Aurora, percorrendo i 400m che ci separano dall’albergo e dove riorganizziamo i bagagli in modo da scaricarne uno solo ad ogni albergo successivo. Ci resta solo la forza per ammirare la vista sull’aeroporto, poi crolliamo sul letto…. Senza cena!

8 marzo Keflavik–Gulfoss   Sono motivato e pronto per l’avventura! Avevo raccolto suggerimenti circa la guida in Islanda ed in particolare sull’attenzione da prestare alla direzione del vento quando si posteggia: l’effetto “vela” di una portiera, a favore di un vento a 100km è strabiliante! funziona quasi come uno Spinnaker,  per distrazione ne proverò l’ebrezza all’ultima mattina!   Oggi sono pronto alla sfida ed il vento, scaltro lui, si è preparato durante la notte presentandosi in gran forma al mattino.

Dopo una ottima colazione verso le 9.20 si parte. A fine giornata avremo percorso circa 197km. Come esco per caricare la macchina il Vento si accompagna a Pioggia orizzontale, ed Assunta? Assunta la devo raccogliere sulla porta dell’Hotel: sul ghiaccio ha poca trazione!  Road.is l’app che aggiorna sulla percorribilità e vento segnala che la strada per Gulfoss che aggira Reykjavik è impercorribile, l’alternativa ci porta a Sud sino a Grindavik, per poi costeggiare l’oceano diretti ad est, e rientrare verso Selfoss proseguendo poi in direzione nord est.

Scossoni del vento a parte, la macchina ha dei problemi: le sospensioni trasmettono vibrazioni e non capisco se derivano dall’asfalto o dagli pneumatici. Poco prima della 10 arriviamo a Grindavik e ci fermiamo per acquistare qualche panino, al supermercato “NETTO” che sta aprendo, proseguiamo poi “con la pioggia e con il vento” non sino ad un convento, ma ad una chiesetta che scorgiamo, dapprima in lontananza poi, trovata la deviazione giusta ne raggiungiamo l’ampio posteggio: StrandarKirkja!     “Occhio ai dispetti di Eolo!”  Posteggio “Prua al Vento”, indosso il gilet, la giacca impermeabile e scendo, nella pioggia “Orizzontale”.

Lo spirito di autoconservazione di Assunta la fa optare per ammirare dai finestrini della macchina il paesaggio e le mie evoluzioni mentre aggiro la chiesetta attraverso il piccolo cimitero e svalico l’argine che separa il posteggio dalla scogliera. Qui è tutto un Bagna-Bagna! Accidenti! La giacca a vento ha tenuto, ma i calzoni no, è passato tutto sino alla pelle!  Appena il tempo di ripartire e s’accende una spia sul cruscotto: “Verificare la Pressione dei Pneumatici!”   “Per dirindindina! Avrò mica bucato!?” No, non sento nuovi effetti sul volante, così, in preda all’ansia, raggiungiamo il paesino di Eyarbakki dove, trovato un benzinaio con caffè annesso, chiedo di verificare la pressione ed il titolare, vedendomi in difficoltà, esce ad aiutarmi e chiede dove ho noleggiato la Vettura, quindi mi spiega: “I pneumatici hanno una pressione di 4,2 e dovrebbe essere 3,3, l’ho abbassata!”     Sistemata la cosa entriamo al riparo dal vento, ordinando un caffè caldo e pagando l’equivalente di 5 euro con VISA ringraziamo e ripartiamo (nel corso degli 11 giorni seguenti useremo solo la Carta di Credito, il contante non servirà MAI, se non per accedere ad alcuni bagni pubblici, mica come da noi dove il Contante è una “Tradizione da tutelare” ….. magari per spendere gli introiti non soggetti a Tassazione e Contributi). Da questo punto in poi la vettura viaggierà più “morbida”, non sentirò più le vibrazioni di prima e non darà più alcun problema sino agli ultimi giorni. Mentre raggiungiamo Selfoss cessa la pioggia mentre il cielo inizia ad aprirsi, cala pure il vento… arriviamo quindi a Geysir che il cielo si sta aprendo e spunta un bellissimo sole.

Un’oretta a Gaysir ci basta per ammirare alcuni sbuffi del Gayser ed altri piccoli effetti geotermici nei dintorni tutti affollati di visitatori. Solo un brevissimo percorso dal posteggio, alcuni sentieri nei dintorni, reintrati al posteggio ci concediamo un meritato panino ed un po’ di frutta prima di ripartire.   Decidiamo di raggiungere subito l’Hotel Gulfoss lasciare la valigia, poi ripartiamo alla volta dellla famosa cascata. In altri 2 km raggiungiamo il posteggio principale, ghiaccio e neve, cielo nuovamente coperto, ma uno scenatio stupefacente… quanta gente anche qui!  Immagino quanto possa essere affollato in estate.

Dopo un’oretta rientriamo all’albergo; si trova sul fianco di un declivio, isolato, con a nord vista dei prati ed a sud un bel panorama, riposiamo un pò prima di cenare in una bella sala ristorante, ad un tavolo alla finestra affacciata verso sud ovest, ammirando il tramonto e le poche luci in lontananza ed abbuffandoci come due turisti in vacanza. Poi a nanna. La previsione di Aurora è scarsa così, nonostante il cielo si apra sporadicamente, le osservazioni sono senza esito.

9 marzo Gulfoss-Vik, 115km. – “Aurora” questa notte non è venuta, o per meglio dire, c’era, debole e sopra le nuvole.   Oggi sveglia presto ed ottima colazione. Sotto un cielo terso alle 9.00 carico la valigia, scaldo il motore, faccio accomodare Assunta e via… ho percorso solo pochi km devo subito fermarmi:  “Il senso di Fabrizio per la neve” mi costringe ad una sosta per ammirare un paesaggio che sino ad ora avevo apprezzato solo nei documentari: Montagne innevate che sporgono da un ghiacciaio, stimo una distanza di 15/20 km, ma sembrano vicinissime Bello! Affascinante…. non mi riferisco a Me!     Nonostante il vento e la temperatura sottozero è scesa anche Assunta, buon segno: inizia subito a prenderci gusto!

Ripartiamo pieni di entusiasmo lungo la prima strada sterrata del viaggio, solo pochi km poi torna asfalto, e via in direzione sud, passando per Fludir con brevi pause di ammirazione estatica, per poi immetterci sulla strada nr1, la Ring Road, in direzione Vik.  Il programma odierno prevede una passeggiata a cercare alcune cascate di cui ho sentito parlare per poi proseguire sino a Vik; il relitto dell’aereo atterrato sulla spiaggia, ora meta turistica, preferisco evitarlo: mi è stato sconsigliato data l’enorme affluenza. Il mio navigatore, “proprio il mio” che ho “Istruito” a casa prima di partire, mi fa svoltare a sinistra lungo la nuova variante che conduce alle cascate di Nauthusagil e Gljufrabui…. mentre altri turisti, probabilmente con mappe non aggiornate, proseguono per un altro km sino alla vecchia strada, ora chiusa. Poco dopo sono io a sbagliare strada: affascinato dal paesaggio e dalla luce, svolto in una stretta stradina asfaltata invece di proseguire dritto lungo quella sterrata, la F249. Guido, ammirando il paesaggio, per qualche km sino a raggiungere un minuscolo paesino, dove termina l’asfalto e dove, in mezzo alle poche case, ci sono 3 viottoli sterrati. Il navigatore mi farebbe proseguire lungo quello di DX, io invece mando lui altrove!

Optiamo per una pausa per riordinare le idee ed ammirare il paesaggio; mentre leggo la storia del paesino su un cartello, ammiro i resti di tre motori di aereo e scatto altre foto, sento Assunta che dice “Buongiorno”, mi volto e…. “ha attaccato bottone!” 😊: sta parlando con un ragazzo, ma non sento cosa dicono così li raggiungo e conosco anch’io Vincenzo: un ragazzo di Napoli che da alcuni mesi svolge uno stage in questo paesino che si chiama Stora Mork. Piccolo il mondo 😊!   Approfittiamo per chiacchierare, e Lui ci dà dei suggerimenti e ci racconta la sua esperienza; tra un mese parte per l’Alaska! Beato lui! La dritta piùimportante che ci dà è come raggiungere la F249 senza tornare indietro per alcuni km: ci basta percorrere 500m di strada privata di proprietà della azienda dove lavora.

Raggiunta la F249 la percoriamo per altri 3km sino al posteggio da cui parte il sentiero ben tracciato per Nauthusagil, attorno un paesaggio stupendo; lasciamo la macchina e proseguiamo a piedi su neve ghiacciata, nel vento, in un sole abbagliante. Assunta lascia i ramponi in macchina al riparo dal vento e mi segue verso l’imbocco del Canyon. Raggiunta l’imboccatura mi rendo conto che non è sicuro entrare, nonostante il percorso all’interno sia attrezzato. Per accedere dovrei fare un salto di circa 1,5/2m per scendere al greto del torrente, poi camminare nel torrente stesso prima di raggiungere il percorso attrezzato, nulla di difficile con menischi in ordine, ma il vero problema sarebbe poi risalire senza appigli questo dislivello di neve che tra poco sarà ammorbidita dal sole, decido allora di rinunciare e rientrare verso l’altra cascata più semplice. Nel frattempo, Assunta, ha iniziato il percorso sul ghiaccio ed avanza con circospezione, rallegrandosi quando le dico “meglio di No!”

Gljufrabui dista pochi km, si trova nei pressi della strada asfaltata, dista solo 50m da un comodo posteggio, purtroppo è affollata! È molto particolare: vi si accede attraverso una fessura nella roccia, stretta ed alta, sul fondo scorre il torrente e bisogna risalirne il greto per entrare. Qualche equilibrista, qualcuno con scarpe inadatte, passa sui pochi sassi usati per appoggio incrociando chi va in senso opposto e senza curarsi di agevolare gli altri visitatori, ne vedo uno che addirittura fa equilibrismo sui sassi con i ramponi ai piedi; io opto per indossare gli scarponi da montagna e camminare direttamente nell’acqua profonda pochi cm, e sono subito all’interno. E’ un pozzo alto 10-15 m da dove l’acqua cade verticale da sopra, e dato che negli ultimi giorni ha piovuto, la portata è abbondante. L’andirivieni di visitatori è notevole, ma la sensazione che provo è un misto di Soddisfazione, Leggerezza, Gioia… Caz..o, quanta vapor acqueo si deposita sulla lente da 77mm del mio Tokina: devo fotografare con il cellulare che si sporca meno, quando esco sono euforico e felice, inizio a ricevere i primi regali da questo viaggio! Assunta non si è fidata ad entrare, preoccupata dal breve tratto di ghiaccio prima dell’apertura nella roccia e dall’andirivieni in equilibrio precario, attraverso una nuvola di vapore e schizzi che arrivano da tutte le direzioni. A chi ci vuole andare raccomando… Giacca impermeabile, cappuccio o cappello, Scarponi per poter camminare direttamente nell’acqua o un discreto senso di equilibrio, ma soprattutto…. un panno per la costante pulizia dell’obiettivo.   Giusto Il tempo di uscire ed inizia a piovere, e devo affrettarmi a togliere gli scarponi e risalire in macchina prima del diluvio. Scopriremo, nel corso dei giorni, come il tempo cambi, si questo lo sappevamo, ma la velocità con cui accade mi sorprende: avevo stimato di poter avere un paio d’ore scarse prima della pioggia, invece è arrivata in 30 minuti. Non resta che proseguire…  sediamo Skogafoss alla nostra sinistra, ma diluvia e tira vento, oltrepassiamo l’affollatissimo posteggio presso il relitto del DC3 e poco oltre trovo la deviazione per il Ghiacciaio Sohleimajokull, ovviamente devio per curiosità ma, una volta compreso che il Posteggio è a pagamento e che il meteo non permette una escursione lascio perdere. Valuteremo al ritorno, nel frattempo scaricherò la App PARKA per il pagamento tramite cellulare: basta inserire il n. di targa del veicolo ed i dati della Carta di Credito, funziona per diversi posteggi. Il pacheggio del Sohleimajokull dista solo pochi km dalla Strada nr1, un facile percorso, ma il bello sarebbe camminare, non arrivarci e basta. Se avremo la possibilità mi organizzerò per domani o per quando, tra qualche giorno, saremo in viaggio di ritorno. Decidiamo così di raggiungere Gardakot dove ho pernottato per le due notti seguenti. Ho scelto il posto perché isolato nella campagna a poca distanza da Dyrholaey e 18km da Vik. Il vento è fortissimo e le previsioni indicano che durerà almeno sino al giorno dopo, così come il brutto tempo, qualche probabile schiarita la notte ed il pomeriggio seguente. Le app Aurora Aletrs ed My Aurora forecast  prevedono “alta Intensità” per questa sera, decidiamo allora di andare subito al Faro di  Dyrholaey per verificare le condizioni della strada e la visuale qualora la sera ci fossero le condizioni per una “Caccia notturna”. Prevediamo di cenere a Vik e poi salire al faro. Ora però raggiungiamo la Guest House, deviando in una breve stradina sino alla struttura. Posteggio vicino all’ingresso con la prua al vento e mi avvio a cercare la reception, così, raggiunta una porta mi diventa tutto chiaro! Ora so da dove si entra! Apro, poso la prima valigia e torno in auto a prendere le altre mentre Assunta con gli occhi sgranati mi implora “non si può andare più vicini con la macchina?”   … “più vicini di così? Devo posteggiare in salotto?” “perché, non si può?” mi risponde 😊

La Gardakot Grand Guesthouse è una chicca! Dopo il benvenuto personalizzato all’ingresso, si accede direttamente in un primo disimpegno da dove, lasciate scarpe e giacche, si entra in una grande stanza/soggiorno, con angolo cottura ed un enorme e bellissimo tavolo in legno, anche il pavimento è di legno, sia nel soggiorno che nella nostra camera. Al piano terra ci sono 2 stanze con bagno privato ed al piano superiore altre 2 stanze con bagno in comune. Siamo gli unici Ospiti!!!! E’ un vecchio casolare di campagna, ristrutturato e ben arredato, la casa dei proprietari è a 50m e null’altro per almeno 3 km. Il vento porta anche il rumore del mare che, irraggiungibile da qui, dista in linea d’aria meno di 1km, per due notti il rumore del mare ed il vento sarnno il nostro sottofondo musicale. Assaggiamo alcune fette di torta che hanno lasciato a disposizione e ci organizziamo per il soggiorno poi, verso le 17, ripartiamo diretti a Vik per cenare in un locale moderno ed originale, il The Soup Company dove ordiniamo due Red Hot Lava Soup, tanto attraenti quanto squisite. The Soup Company è un locale annesso alla struttura dell’Icelandic Lava Show, aprofittiamo così per acquistare anche alcuni regali prima di ripartire diretti alla Chiesa del paese da dove voglio scattare alcune foto con le nuvole e l’ultima luce della sera. La chiesa è in una posizione posizione leggermente rialzata sopra il paese ed attorno a questa un grande e comodo posteggio, da qui si gode una bella vista sulla spiaggia e sugli scogli. Al terzo scatto, mentre regolo il cavalletto, si rompe la Testa dello stesso…. e mi torvo a recitare un rosario laico ☹ .   Niente foto notturne!   Nella speranza di poter risolvere recupero i pezzi per tentare, al mattino seguente, di riparare il danno con del nastro adesivo che, per scaramanzia, ho portato con me. Non resta molto altro da fare, le previsioni meteo danno possibilità di schiarite tra le 21 e le 23, con discreta intensità di Aurora cosi saliamo al Faro: Prua al vento, Giacca pesante sotto, Giacca impermeabile sopra, Guanti e ….. accidenti quanto è duro aprire la porta con questo vento.  Non si vede nulla attorno, l’unica luce è quella della mia lampada frontale, ma la luminescenza sulle montagne attorno è affascinante, le nuvole corrono, ma le aperture sono rare ed attraverso di esse si affaccia qualche stella, nulla di più. Allora salgo, avvio il motore e scendiamo. Anche per oggi Aurora resta una chimera.

10 marzo Vik – Ha piovuto e “ventato” tutta la notte, e le previsioni per oggi sono pessime, dovrebbe migliorerre in serata, ma Aurora sarà debole. Rumori e profumi dal soggiorno indicano che stanno preparando la colazione; mi vesto ed esco a presentarmi visto che la sera prima non abbiamo incontrato nessuno della struttura e, con quella che per noi è una enorme fiducia, avevano lasciato la porta aperta. La tavola apparecchiata è uno spettacolo, saluto la ragazza che ha preparato quel “Ben di Dio” e che risponde in italiano. Lei vedendo la mia sorpresa aggiunge “Si, parlo italiano”. Apprendiamo quindi che questa ragazza giovane, sveglia ed intraprendente, ha lavorato in un albergo della costiera Amalfitana prima di raggiungere la madre in Islanda ed iniziare a gestire (ottimamente) questa Guesthouse. Chiacchieriamo, ci da alcuni pareri e suggerimenti sull’Islanda, ci raccomanda di fare attenzione sulle spiagge perché pochi mesi prima c’è stato un incidente mortale per chi, entrata in una grotta, ne è uscita in un’onda; ci racconta dei cinesi e degli incidenti che provocano fermando improvvisamente le macchine sulle strade senza preoccuparsi se c’è spazio, piuttosto che posteggiare fuori dalla carreggiata…. e di molto altro ancora. Poi, terminata la colazione mi concentro sulla testa del cavalletto. Riuscirò ad utilizzarla i giorni seguenti, ho comunque capito il problema: comprato nuovo online lo hanno spedito con un difetto ben nascosto. Scoprirlo in Islanda è una esperienza “eccitante”!

Considerando che il tempo non migliora decidiamo di raggiungere Vik. La sera prima abbiamo adocchiato un “Centro Commerciale” che scopriamo essere ben rifornito, con diverse proposte tra le quali ICEWEAR, così acquistiamo alcuni capi di abbigliamento sportivo, altri regali e qualche cartolina, quindi facciamo rifornimento al vicino distributore Orkan che si rivela una fastidiosa esperienza. E’ tutto automatico, senza addetti, nessun riparo, il pagamento con Carta di Credito, ma è possibile solo il pieno (o, perlomeno, pur leggendo le istruzioni sia in Tedesco che in Inglese non ho trovato la possibilità di un rifornimento parziale): blocca subito 25.000 corone, eroga il pieno ed emette lo scontrino le 9.170 Kr erogate. A parte che 25.000 Kr sono circa 170 euro, ci potrebbe anche stare, ma che l’importo venga “sbloccato” dopo 8 giorni pare eccessivo, anche perché in quegli 8 giorni ho fatto 4 rifornimenti quindi.. (4+1)= 5x170euro, quanto mi avrebbe bloccato? I giorni seguenti troverò una soluzione migliore: OLIS.  Abbiamo usato la Carta di Credito di Assunta che ora è sconvolta! Il caffè e la Torta che prendiamo non migliorano la situazione e resta sconvolta, allora ci avviamo per una romantica passeggiata sulla spiaggia nera di Vik tra gli schizzi del mare, la pioggerellina perennemente orizzontale ed il vento a 90/100kmh. Dopo mezz’ora il vento ha trasformato il suo sconvolgimento in rassegnazione e rientriamo: abbiamo visto un negozio di alimentari e, considerato che abbiamo tutta la Guesthouse a disposizione solo per noi e che il soggiorno è bellissimo, decidiamo di cenare da soli, “A Casa”  quindi…  Salmone, Burro,  Formaggio ed altri prodotti locali….

Dopo la spesa, le nuvole si fanno meno “spesse”, non si vede il cielo ma almeno non piove fitto come prima, decidiamo allora di raggiungere la spiaggia di Reynisfjara, un Must! In pochi km e tanto vento siamo al parcheggio dove, sempre con “Prua al Vento” lascio la macchina con Assunta dentro, mi vesto ed invito la Consorte che gentilmente risponde “No  Grazie resto qui a farmi cullare!” Mi impegno quindi ad aprire la portiera e dopo un po’ ci riesco e scendo. Con il vento in faccia percorro il breve sentiero che conduce alla spiaggia, in faccia non mi arriva solo il Vento, ma anche parte della Spiaggia stessa! Solo pochi minuti e qualche foto, prima di tornare alla macchina dove mi impegno nuovamente per salire e per curiositò verifico il meteo sulla app: raffiche stimate a 30/35 m/s, circa 100/125 kmh, ho provato anche questa esperienza!  Mentre penso a questo Assunta mi chiede cosa ho in faccia….  e lo specchietto della Dacia risponde: “Sabbia Nera!“ La troverò nei capelli come nelle tasche dei calzoni e della giacca a vento che non avevo pensato di chiudere.  Basta! Torniamo in Guest House anche se sono solo le 16.00. Farò ancora una breve passeggiata nel prato dietro alla struttura ascoltando il sibilo del vento ed il rumore del mare prima di rientrare per sciacquarmi dalla sabbia ed imbandire la tavola. Vedur.is segnala: nuvole e diluvio stanotte, bene domani mattina.

11 Marzo Vik-Skaftafell, 173km. – Islandic Met Office è stato di Parola! Ha “ventato e diluviato” sino alle 5 di mattina, poi la pioggia è cessata, si intuisce che la giornata inizia bene, con poche velocissime nuvole e cielo sereno, permane il vento! Salutiamo Yeva, che ha preparato la colazione, ma deve scappare subito, chiudiamo i bagagli e come esco a caricare la macchina noto come il promontorio del Faro si stagli nitido all’orizzonte, ancora una passeggiata per qualche foto e poi dovremo partire diretti a Skaftafell dove vorrei arrivare presto per raggiungere la cascata od il ghiacciaio percorrendo circa 170km. Le previsioni danno meteo buono al mattino, nuvoloso il pomeriggio. Decidiamo quindi di approfittare della mattina: destinazione Dyrhlaey: posteggio, scogliera e poi ancora al Faro. Il vento ha gonfiato ulteriormente il Mare ed osservare gli scogli e le onde ascoltando il vento annaffiati da spruzzi salati è una sensazione entusiasmante. Poi si parte davvero. 

Ci saranno alcune soste “Cascatose”.  Stjornafoss è particolare: il tempo di qualche fotografia dopo che un gruppo di fotografi tedeschi ha liberato l’area e poi si riparte. Foss a Sidu è la più interessante della giornata. Ci addentreremo poi attraverso un paesaggio diverso: una pianura Lavica dove il primo tratto si presenta come “ricca” di verdi cuscini di muschio, per poi diventare ghiaiosa. I cuscini di muschio sono formati dalla prima specie vegetale che attecchisce sulla lava, dando una impressione di morbidezza e rotondità. Siamo all’interno dell’area del KATLA Geopark, patrimonio UNESCO. Un posteggio lungo la strada è organizzato con pannelli informativi ed un percorso fetucciato in cui si può camminare. E’ un vegetale estremamente delicato e non va calpestato… cosa che invece fanno alcuni “occhi a mandorla”! Il tratto seguente attraversa il paesaggio ghiaioso con diverse lingue di ghiacciaio all’orizzonte e scrosci di pioggia vaganti che per fortuna non incrociamo. Prima di raggiungere svinafel osservo e memorizzo un paio di posteggi isolati, nel caso optassi per un Appostamento Notturno;

Verso le 14.00 raggiungiamo l’Hotel Skaftafell. Abbiamo abbastanza tempo per la sgambata al vicino ghiacciaio Svinafell. Potremmo partire dal sentiero alle spalle dell’albergo, ma preferiamo raggiungere il posteggio in macchina da dove, calzati gli scarponi, in 10 minuti superiamo la morena del ghiacciaio. Suggerisco ad Assunta di salire subito al punto più alto facendole evitare un passaggio poco consistente su cui mi sono avventurato, poi da solo, inizio la discesa. In pochi passi comprendo cosa un cartello intendesse segnalando “poca consistenza di parte delle morene” e “camminare con passo leggero”: in alcuni punti si sprofonda nella sottile ghiaia melmosa, problema che si riduce con alcune accortezze, appunto, da ”Passo Leggero” oppure camminando sui rari sassi di dimensione maggiore. È la prima volta che raggiungo un fronte di Ghiacciaio così, sino ad ora avevo visto solo il Grossglockner ed il vecchio ghiacciaio sul Monte Canin, qui è un altro mondo! I riflessi azzurri mi affascinano, fotografo e scendo ancora facendo attenzione al terreno ed alla sua consistenza per fermarmi quando si ammorbidisce ulteriormente nei pressi del pelo d’acqua. Mi volto per verificare dove si trova Assunta e mi rendo conto che sta arrivando un ulteriore fronte di pioggia, così inizio la risalita, avviso Assunta di avviarsi e la raggiungo proprio mentre inizia a piovere, per fortuna debolmente e senza vento. Raggiunta in macchina sta ancora piovigginando, ma è presto per rientrare, decidiamo così di proseguire oltre, nella direzione che prenderemo il giorno seguente per visitare un luogo che mi ho letto come “storico”. Prima di raggiungere Hof, imbocco una deviazione a sinistra, poi percorro poche centinaia di metri sino ad un piccolo spiazzo e sotto il fianco della montagna, da qui si vede uno dei rari alberi della zona ed attorno a questo si trovano le tracce di edifici ricoperti d’erba, di una chiesetta e del cimitero di Sandfell Öræfi.

Una cena discreta al ristorante dell’albergo e poi a nanna, l’App Aurora Boreale indica una intensità di Vento Solare a livello 4, ma le nuvole si oppongono.   Sono le 2.30 quando l’App MY AURORA FORECAST mi avvisa, “Livello 5” Ottime possibilità all’orizzonte e sulla verticale nei prossimi 30 minuti, così mentre Assunta dice “NO” prima che io ponga una domanda, mi vesto parto e guido per 10km sino ad un posteggio isolato visto la sera prima; Scruto, Cerco, Tento….  distinguo chiaramente la luminescenza dei ghiacciai sotto la cappa di nuvole, vedo benissimo le nuvole e rientro con la coda tra le gambe. Ci ho provato, lo giuro, CI HO PROVATO DAVVERO!

12 marzo Skaftafell–Hofn, 123km.    Anche oggi sveglia presto, Aurora mi ha nuovamente dato Buca!  Di buono c’è che il cielo si sta aprendo e stamattina darà sfoggio di sé.   

Si Parte con una meta precisa: una deviazione dalla strada nr.1, non segnalata, da dove inizia la morena e poco oltre si apre la vista sul ghiacciaio Kviamyrarkambur. Anche Google Maps, nonostante registri la sosta ne “i miei spostamenti”, dirà “Non sei mai stato qui”, ma ho compreso con da tempo, quanto sia inaffidabile, infatti uso altre App e cartografie.             

Raggiungiamo il piccolo posteggio alle 9.00 e realizziamo con piacere di essere gli unici esseri umani, avvolti dal forte vento, sotto un cielo terso ed un’aria limpida. Si va a passeggio sulle Morene del ghiacciaio sino alla piccola laguna, Assunta non fiata ma cammina, Le piace!  Dopo quasi 2 ore di facile escursione rientriamo alla macchina mentre arriva una “Super-Jeep” da cui scendono 4 turisti e la guida 😊; noi, senza guida e con la nostra Dacetta, ripartiamo felici.

La tappa successiva è Fjallsarlon dove, raggiunto l’ampio e quasi deserto posteggio, allacciamo gli scarponi imbocchiamo il sentiero che risale la morena. lungo il sentiero due turiste “Occhi a Mandorla”, ignorando gli espliciti cartelli, scavalcano il fetucciato si inoltrano proprio lì, dove è vietato”. Raggiunta la somità della morena, il paesaggio che mi si spalanca davanti toglie il fiato: la laguna, il fronte del ghiacciaio e rari turisti! La passeggiata si fa interessante così proseguiamo lungo il sentiero in direzione Ovest, e raggiungiamo la Laguna, per poi rientrare al posteggio lungo un diverso percorso dal quale posso ammirare l’oceano ed il temporale che su di esso si sta formando. 

E tempo di proseguire diretti alla più conosciuta Jokulsarlon. Prima del ponte intravvedo due piccoli posteggi “deserti” ed entro al secondo, anche qui, risalita la Morena, si apre il panorama su una laguna immensa e sull’enorme ghiacciaio in lontananza. Per fortuna ho fatto questa pausa: ad 1km più avanti, dopo il ponte, inizia la “zona Turistica” dove il posteggio e stracolmo e le code per i bagni pubblici sono…. Lunghissime. Qui optiamo per saltare il luogo andando direttamente alla Diamond Beach; quella si, che nonostante l’affollamento, merita. Affascinante con la luce che va e viene mentre il temporale passa appena oltre la battigia. Alcuni scatti, una mezz’ora di pausa e via.

Considerando l’assembramento optiamo per proseguire, ho prenotato un albergo a 18 km da qui per le sere del 14 e 15, so che c’è anche Museo e Ristorante separato, così lo raggiungiamo per mangiare qualche cosa e saltare l’infinita coda delle toilette di Jokulsarlon. Una buona torta per Me, una zuppa di Pesce per Assunta, una chiacchierata con la graziosa cameriera che, tra l’altro, ci suggerisce il percorso per un Canyon nella zona non molto conosciuto poi ripartiamo diretti ad Hofn. Qui, all’Hali Country Hotel, ci torneremo il 14 sera.

Il meteo è molto volubile ed il temporale di prima continua a procedere alla nostra destra sull’oceano, poi decide di rientrare, tagliarci la strada senza bagnarci e dirigersi a nord verso il ghiacciaio Hoffel dove, allora, decido di non svoltare. Sono circa le 14 e con il cielo che si riapre a tratti decido di raggiungere subito Vestrahorn per un sopralluogo, in previsione di “Aurora” che nelle due serate seguenti è annunciata come “Intensa”, con scala 5-6 su 9.

Vestrahorn è una bellissima montagna, la si vede in lontananza da Hofn e si prosegue senza entrare nell’abitato. Prima della galleria che taglia sotto il Vestrahorn si gira a destra, ed in pochi km di buona strada sterrata si raggiunge il Viking Cafe, dove si paga l’ingresso alla penisola di Stokksnes; del Viking Cafe sapevo che gestisce un Camping, non che avesse anche camere disponibili, peccato, da tener presente per una prossima occasione!   Facciamo una pausa per una torta ed una cioccolata calda proprio mentre fuori arriva “temporale” scaricando per qualche minuto grandine mista a neve, mentre noi, in quella breve pausa chiediamo informazioni: l’ingresso a Stokksnes costa 900Kr a persona, si accede sia a piedi che in macchina, se voglio venire di notte è possibile pagare alla Casa Automatica all’ingresso del Caffe, con carta di Credito. Sarebbe la mia intenzione fare una battuta di “caccia ad Aurora” qui, con poco inquinamento luminoso. Valuterò stasera come sarà il meteo.   E’ ora di ripartire, e verso le 16 raggiungiamo l’Hotel Hofn e ci accasiamo. E’ grazioso ma deludente: ditate sulla porta interna della camera, sabbia nera sul top bagno e nessuna scusa dal personale quando lo segnalo portando direttamente la sabbia in un fazzolettino e mostrando le foto. Non parliamo poi della sera, quando tenterò di ordinare al bar, cose indicate sul listino, ma di cui sono sforniti, gelato incluso (e per questo mi rispondono che “la cucina è chiusa”) …… anche l’Irish Coffe lo porteranno senza nè cannuccia nè cucchiaino.

Per nostra fortuna mi sono ben informato prima ed ho gia scelto il ristorante per la cena, d’altronde una vocina mi dice Godi Fanciullo mio, piatti soavi fan qui, doman è un dì di festa ….. e tu a festeggiar t’appresti, a queste vocine obbedisco volentieri:

Il Ristorante PAKKHUS si trova direttamente sul porto, accanto al Museo/Visitor Center del Vatnajokull. E’ una costruzione di legno, su due piani, affacciata sul porto, il piano superiore è finestrato su tre lati. “Che la festa abbia Inizio!”     Birra ovviamente ….. e gamberi a Go-go! Le pecorelle nel cielo non invitano a spostarsi e App segnala possibili scrosci, mentre Aurora dovrebbe intensificarsi attorno a mezzanotte, così prima di rientrare faccio un sopralluogo anche nei pressi dell’hotel e, scartato il cimitero alle sue spalle, trovo l’eliporto: presenta 3 lati senza luci nelle vicinanze: ho deciso, opererò qui!   Al receptionist dell’albergo chiedo l’avviso “Northen Light” poi raggiungiamo Morfeo.

13 marzo Hofn-Hofn 128km.   Alle ore 0.30, mi sveglia App, un paio di minuti dopo anche la Reception: “Northen Light Sir” allora scatto come quando facevo i 100m piani o come quando un compagno di squadra rubava il pallone all’avversario e mi scaraventavo, in contropiede, a canestro! Fuori ha nevicato, strada e marciapiede sono ghiacciati; raggiungo l’eliporto dove ci sono già almeno altri 20 ospiti dell’albergo. Nuvole sopra e nuvole all’orizzonte, attraverso qualche schiarita si vedono le stelle ed il nero del cielo, cerco in queste aperture senza vedere nulla, l’App indica “80% di probabilità all’orizzonte”.  Vedo distintamente le montagne e le stelle, vedo le nuvole, non vedo altro. Che delusione.   Più per disperazione che per convinzione decido di scattare, poi ruoto leggermente la macchina che è posizionata sul cavalletto e scatto ancora, così, alla seconda foto, capisco: AURORA NON SI VEDE A COLORI, AD OCCHIO NUDO HA LO STESSO COLORE DELLE NUVOLE!  Eureka!   Canon800 mi mostra come Aurora sia li, verde, dietro una nuvola sopra la montagna, mi fa gli auguri a modo suo. Il buon compleanno si vede di primo mattino!  Forse hanno notato la mia euforia, così si avvicina una coppia di turisti e mi chiede informazioni, allora mostro la foto e spiego la mia deduzione, poi saluto e rientro, scivolando gioiosamente sul ghiaccio come un pattinatore d’artistico.  Assunta mi aspetta e guarda con me le foto che ho prodotto. L’alba si presenterà con una luce stupenda, rosata, un cielo limpido che durerà per tutto il giorno: BUON COMPLEANNO. Sarà una bellissima giornata, illuminata dal sole e con poco vento. Anche le renne verranno a farmi gli auguri. Raggiungeremo il faro di Hvalnes e la meravigliosa spiaggia sottostante, un punto panoramico poco oltre in direzione est per poi rientrare raggiungendo la cascata di Skutafoss; ripasseremo sotto il Vestrahorn per poi raggiungere la penisola di Stokksnes da dove ammirare una vista da sogno. Prendiamo una cioccolata calda prima di tornare all’hotel.

La festa proseguirà nuovamente al Pakkhus, poi ancora un’altro “Preallarme di Intensità 5″ così dal ristorante raggiungiaeremo direttamente l’eliporto. Assunta attende in macchina mentre io mi apposto oltre, nei pressi di una panchina sulla laguna. Un cielo splendido con gli ultimi bagliori del tramonto in lontananza si sta facendo buio e nessuna nuvola in giro, “la notte perfetta!”   l’App continua a dirmi “5”. Io continuo a guardare il cielo, ad Ovest, a Nord, poi mi volto …. proprio mentre ad “Est” Aurora ha dato il via al suo spettacolo: una fascia che da sopra la mia testa scende verso Est toccando l’orizzonte si muove danzando lentamente, si sposta e ricompare altrove… E’ la mia Festa!  Finalmente conosco Aurora. Mi raggiunge Assunta è spiazzata: anche Lei pensava fosse colorata. Comunque, è affascinante vedere come Aurora si muove ed ondeggia lentamente, poi, guardandola sugli schermi delle macchine fotografiche la scopro bicolore Verde e Viola. Che splendida Festa!  Alle 22 rientriamo in hotel e brindiamo con 2 Irish Coffee, poi a nanna, ma chi dorme? Fuori è pieno di gente tutti con il naso all’insù ed anche noi guardiamo dalla finestra.

 

14 marzo Hofn-Hali, 99km. La festa è Finita. S’è alzato il Vento, il cielo s’è rannuvolato e le app non prevedono nulla di buono per i giorni seguenti, così, dopo una breve visita al parco dedicato al sistema solare subito a sud di Hofn, ed al piccolo ma interessante Museo del Visitor Center, facciamo rifornimento da Olis, dove pago comodamente alla cassa esattamente l’erogato e ripartiamo alla volta dellHali Country Hotel.

Saranno solo 80km che percorreremo con calma, deviando, talvolta, per ammirare altri paesaggi fuori dal percorso, il tutto tra uno scroscio di pioggia e l’altro.

Raggiungiamo l’albergo verso le 14, prendiamo la camera e ci organizziamo èer le due notti poi andiamo a cenare presto, i bagordi di ieri hanno lasciato il segno.

15 marzo Hali-Hali. Vento, Nuvole, Schiarite. Oggi avremo un riassunto del tempo islandese. Sarà un susseguirsi di cambiamenti veloci con passaggi repentini tra Sole, Neve e Pioggia, unica costante il Vento. Diamond Beach è affascinante, Il colore dei blocchi di ghiaccio sotto le nuvole ricorda l’anice. Nell’alternanza tra pioggia e neve quasi orizzontali e gli sprazzi di sereno, abbiamo passeggiato accanto a Jokullsarlon, dove oltre a vari volatili avvistiamo anche una foca, abbiamo poi raggiungiamo nuovamente Fjallsarlon a pochi km, per pranzare, quindi una nuova passeggiata a Jokullsarlon e poi piano piano, con un tratto di strada coperta da grandine, raggiungiamo l’albergo per una passeggiata ad ammirare i dintorni gli scorci di paesaggio e nuvole mentre una coppia, in abito nuziale, posa per le foto di rito,

Abbiamo mangiato a Pranzo, anche un po’ tardi, quindi oggi non si cena.

16 marzo Hali-Skogafoss, 255km.     Meteo dice male! Il bel sole ad Est dura poco e lascia spazio all’orribile ma fotogenico muro di nuvole scure che arrivano da Sud, Ovest e Nord, noi siamo diretti in mezzo ad Ovest!  

Durante la notte ha dato una spolverata di neve, nulla in confronto ai Blizzard che attraverseremo oggi e domani. Blizzard, Sole, Ghiaccio vento, il riepilogo della giornata. Intervallati da qualche pausa e da un ottimo pranzo al SUDUR RESTAURANT di Vik.

Facciamo anche in tempo a Raggiungere nuovamente Reynisfjara, dove, con meno vento, scende anche Assunta. Poi si riparte, per i 30km che ci separano dall’HOTEL SKOGAFOSS dove arriveremo in pieno Blizzard e dove, prima di scendere dall’auto, ne attenderemo una pausa.

La cascata la vedremo nella ressa, interrotti dall’ennesima scarica di Neve e Vento;  più tardi, uscirò, da solo, approfittando di un momento di calma e trovando rari turisti. Svanita la ressa restiamo io ed una ragazza, i soli fotografi padroni della scena che, con cortesia reciproca, evitano di impallare la scena prima di salutarsi per rientrare, io al mio albergo lei altrove.

La giornata si conclude con doccia calda e cena. Assunta ed io siamo entrambi distrutti. Domani sarà peggio, lo promettono le App !

17 marzo Skogafoss–Gardur 260km.    Anche oggi sveglia presto, saranno chilometri intensi. “Fate attenzione per Strada” è la raccomandazione che ci fanno all’Hotel prima di partire. Sono sicuro che non lo hanno detto sapendo che una Volpe Artica mi attraverserà la strada poco prima di Hella, sicuramente lo hanno detto perché conoscono le informazioni meteo. Blizzard, Ghiaccio, Vento contrario, in quelle condizioni la macchina consuma molto di più, così, giunti a Selfoss decido che devo fare una pausa per riposare gli occhi e rifornire per non rischiare di restar senza gasolio. All’uscita dal Caffè della OLIS Assunta resta bloccata dal ghiaccio e dal Vento ed il “Cavaliere” che c’è in me la aiuta a sorreggersi e raggiungere la macchina e poi ad accomodarla sul sedile.     La mancanza dei chiodi sugli pneumatici anteriori oggi si fa sentire, per fortuna sono abituato a guidare su neve e ghiaccio, anche se, “causa Pandemia” non lo faccio da 2 anni.

Le App, sconsigliano di andare verso Reykjavik, così ripercorriamo la 427 diretti a Grindavik tra bufere e sprazzi di sole, con alcune macchine ed addirittura una corriera di traverso o ribaltati fuori strada, decidiamo di rivedere Strandakirkya. Il tempo e leggermente migliorato e raggiungiamo Grindavik prima del previsto, le App ci promettono che resterà così ancora per un’ora, così i due eroi prendono una decisione: “Non risaliamo verso l’aeroporto, ma percorriamo la strada 425 panoramica costeggiando la Penisola di Reykjanes, per raggiungere prima Keflavik e quindi Gardur e pernottare al LIGHTHOUSE INN, all’estremità nord della penisola. La decisione ci ripagherà con splendidi scorci, raggiungeremo il Faro di Reykjanes, passeremo accanto al “Ponte tra due continenti” dopo aver ammirato il vapore delle stazioni geotermiche e lo strano paesaggio della zona prima di attraversare Keflavik da dove si scatenerà una delle peggiori bufere in cui ho guidato. Da Keflavik all’albergo Ligthouse Inn sono solo 11km ma per tutto il percorso vedo solo bianco che fluttua veloce al traverso sulla strada ed a mezzaria davanti a me, intravvedo i paletti ai bordi della strada e null’altro, nemmeno i segnali stradali, il tutto mentre il vento scuote la “Dacia” invitandomi a provare il brivido del fuoristrada, invito che sono fermamente deciso declinare.  Raggiungere l’albergo ed entrare è un piacere appagante!     Una breve pausa del vento dopo aver preso possesso della camera ha offerto una schiarita nel corso della quale sono uscito, dapprima da solo ad ammirare l’oceano ed i due fari, poi con Assunta per una squisita cena al ristorante ROSTIN annesso ad un MUSEO, il museo purtroppo era chiuso. Poi, resta solo il tempo per la Buonanotte in una bella ed ampia camera, la 104!

 

18 marzo  Gardur–Keflavik      Il vento ha soffiato tutta la notte. Ci siamo alzati alle 7.00 per chiudere le valigie da caricare in macchina prima di colazione, uscendo al posteggio scopro quanta neve si è accumulata, portata dal vento. Lo strato depositato è spesso, ma permette ancora il movimento così, in previsione della partenza immediata, preparo la macchina in direzione dell’uscita e rientro.

Nei 40’ minuti seguenti è venuta giù l’”Ira di Dio”: il concentrato di quanto non aveva ancora fatto i giorni prima così, la nuova neve, aveva bloccato la macchina. L’autista islandese di un pulmino turistico mi ha dato una mano a spalare, mentre Assunta terrorizzata, batteva i denti barricata in macchina, poi l’esperto Islandese ha deciso che fosse opportuno chiamare un bulldozer e questo, contattato dall’albergo, è venuto a liberarci in 5 minuti.

Nel unico attimo di distrazione di quegli 11 giorni, volendo ringraziare il cortese islandese ho lasciato la macchina con il vento di spalle per scendere, lo sforzo per reggere la portiera dell’auto affinché non volasse nel vento ha assorbito tutte le mie energie ed il saluto è stato ridotto ad un semplice cenno attraverso il finestrino!    Poi sono stati 11 km di Blizzard, terminato mentre facevo il pieno, ancora da OLIS, prima di riconsegnare l’auto entro le 9.00. Ho lasciato Assunta e valige all’ingresso Partenze di Keflavik per poi avviarmi, nel nuovo rigurgito di bufera ed una volta restituita la macchina, tornare a piedi, in equilibrio sul ghiaccio per 700m, ma con vento a favore!  Poi null’altro, solo Check-In ed attesa.  GAME OVER! 

E’ finita la pacchia !

Per quanto riguarda le App che ho utilizzato, esclusa la Google Maps che ho abbandonato, le OpenStreetMap sono ottime, le più utilizzate sono comunque state le seguenti:

road.is  :   Utilizzabile sia da Smartphone che da PC e Tablet. Ottimo servizio informazioni, costantemente aggiornate, circa la transitabilità e le condizioni delle strade, una pagina fornisce inoltre informazioni relative al Vento: Intensità e direzione. Possibilità di vedere anche alcune Web-Cam sulle principali direttrici stradali.

vedur.is : Splendida la versione per Tablet e PC, del servizio ICELANDIC MET OFFICE, fornisce informazioni aggiornate circa il Vento, Temperature e Precipitazioni, ha inoltre una pagina dedicata all’Aurora Boreale con indicazioni della copertura del cielo. Trasmette allert relativi a condizioni meteo “critiche” nelle zone di interesse.

Molto essenziale ma ottima la versione per Smartphone che permette di ricevere anche allert meteo relativamente alla zona preferita

Aurora Alerts – Northen lights forecast – Ho scaricato la versione gratuita su smartphone; La versione che fornisce una previsione della intensità del Vento solare basato sullo storico degli ultimi 27gg, la previsione gratuita si limita a 3 giorni, a pagamento arriva a 27. È possibile impostare la località attuale ed altre”preferite” e fornisce 4 parametri oltre all’indicazione della % di probabilità di vedere Aurora in Orizzonte o sulla verticale

My Aurora forecsat   –   Scaricata gratuitamente su smartphone. Attivando l’opzione di localizzazione permette di avere l’aggiornamento delle previsioni relativo alla localita in cui ci si trova, in caso di picchi di intensità trasmette un avviso con circa 30’ di anticipo, indicando la previsione dell’intensità

Alcune mie fotografie da FLICKR

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