Bistrita

Ad inizio giugno 2013 visitai alcuni architetti e distributori in Romania ed uno di questi mi confermò un appuntamento a Bistrita ma non era disponibile. Il contatto era interessato all’incontro ma era disponibile solo quella settimana il sabato mattina, poi sarebbe stato all’estero. La zona restava al di fuori del mio giro, cambiai le date di alcuni appuntamenti, ne inserii uno per il Lunedì seguente a Vatra Dornei  e trasformai il contrattempo in un vantaggio: trascorsi il Sabato pomeriggio e la Domenica a Voronet.

Arrivai a Bistrita il Venerdi nel tardo pomeriggio.  Avevo sentito parlare della Città anni prima ma non ne sapevo molto. Trovai un discreto Albergo, molto economico, in una comoda posizione il CORDISOR. Lo stile era piuttosto antiquato ma il servizio era buono ed il prezzo ottimo. Sembrava trovarsi fuori città, cosi chiesi informazioni per raggiungere il centro per cenare e mi suggerirono una passeggiata: il centro non era lontano, bastava percorrere un breve tratto a piedi, attraversare un parco si raggiungeva il centro storico. Quel giorno avevo visitato tre contatti, partendo da Cluj-Napoca e pur avendo percorso non piu di 140km avevo voglia di sgranchirmi, così acettai il suggerimento. Un breve percorso a piedi iniziava dall’ingresso dell’Albergo, attraversava un ponticello pedonale sul torrente che dà il nome alla città, in 100m portava al Parco cittadino. Camminai per un breve tratto sotto i grandi alberi del parco, per poi rientrare verso la piazza centrale. Affacciata sul Parco notai una Costruzione datata adibita a Ristorante con un nome attraente CRAMA VECHE (la Vecchia Cantina). Era presto così proseguii verso il Centro storico memorizzando il posto.  In città c’era pochissima gente. Camminai sino alla Piazza Centrale sulla quale sorge la Chiesa Evangelica, quasi il Duomo della Città. La chiesa era chiusa ma era comunque notevole già dall’esterno. Proseguii la passeggiata lungo le strade che circondano la piazza, ne trovai una in particolare che presentava una serie di Murales molto originali sulle facciate delle case, Strada Haret. Approfittai per proseguire ed andare a verificare l’indirizzo dove il giorno seguente avrei avuto l’appuntamento constatando che il posteggio c’era ed era comodo.  A quel punto rientrai, non avevo trovato ispirazioni migliori della prima, raggiunsi così nuovamente il Parco Cittadino ed arrivato alla CRAMA VECHE mi trovai a decidere, All’esterno od all’interno? Il Giardino esterno era bello da vedere, ma molto affollato e rumoroso, optai quindi per l’interno e fu la scelta perfetta. Trovai un bellissimo arredamento tutto in legno, in stile antico ed oltretutto ero da solo in tutto il locale. Ordinai un’ottima Birra scura in attesa della portata. Dopo cena rientrai all’albergo gratificato dalla cena, e con un pensiero alla Chiesa: mi ricordava qualche cosa ma non riuscivo ad identificare cosa.

L’anno seguente, ad inizio settembre dovevo tornare a Cluj-Napoca per una riunione. Era ancora un periodo di “poco Lavoro” approfittai quindi per unire il viaggio che avrei dovuto fare ad alcuni giorni da turista. Arrivai attraversando il Maramures per raggiungere nuovamente la Bucovina e da lì, dopo alcuni giorni raggiungere Cluj, sarei quindi ripassato per Bistrita. La cena della prima volta era stata Troppo Buona per non riprovarla. Ripercorsi le stesse Tappe: CODRISOR e CRAMA VECHE più la passeggiata in centro città. Quella volta la Chiesa era aperta e potei visitare anche l’interno che mi diede inizialmente la sensazione di uno scostamento con esterno. Percepivo un interno curato, quasi nuovo, a fronte di un esterno antico ed improvvisamente alcune informazioni sulle pareti dell’ingresso accesero la mia memoria: ad inizio Giugno del 2008 ero in Romania ed una sera alla televisione avevo visto il filmato di un incendio, era la chiesa di Bistrita, era bruciata l’11 giugno del 2008.     L’esperienza della cena fu identica a quella dell’anno prima, Buona ed Ottima la birra URSUS NEAGRA una delle poche birre “autoctone” rimaste dopo che le multinazionali hanno sostituito molte produzioni locali con altre più commerciali e pubblicizzate ma di qualità inferiori con etichette Danesi, Italiane, Ceche ecc., ma tutte controllate da multinazionali.  Prima di rientrare in albergo ci fermammo nelle panchine sotto gli alberi del parco cittadino.

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