Dublino 2026

Nel Maggio 1992 ero passato per Dublino e non mi era piaciuta. Nell’ Agosto 2003 tornandoci con Assunta avevo cercato un volo che non mi obbligasse a quella tappa. Nel 2014 Mattia, uno dei fratelli di Assunta, si era trasferito, per studio prima, per lavoro poi, in Irlanda…. a Dublino!   Per anni avevo continuato a viaggiare dicendo sempre che Dublino non mi era piaciuta e che, fin che potevo, avrei cercato di evitarla, ma le pressioni aumentavano col passare del tempo… non potevo più ripetere la stessa frase. Mi rassegnai allora a tornarci per una breve visita. 

Ho prenotato il volo evitando la nota compagnia con l’Arpa sulla deriva per motivazioni personali; La compagnia di bandiera, quella con il trifoglio verde, vola da Venezia solo stagionalmente, così cercando e cercando ho prenotato Lufthansa con scalo a Francoforte, e ritorno con Swiss via ZurIgo, ma pur di non volare con la l’Arpa sulla deriva, va bene così.

21 Sabato        VCE-FRA-DUB, partiamo alle 12.10 nella giornata in cui una corregionale “pattina” sulla neve di Anterselva, sparando a 5 bersagli, così, durante la sosta a Francoforte, guardando la diretta dal cellulare tifiamo per Lei, che due medaglie le ha già conquistate. Questa volta non va’… peccato,  “Grazie comunque Lisa“!   

Dopo la delusione ci imbarchiamo alla volta di Dublino, dove atterreremo, puntuali, alle 16.25. 

Mattia è venuto a prenderci e ci accompagna all’albergo in Temple Bar, lo ha prenotato tramite Stephen un suo amico che li lavora.  È sabato pomeriggio, la birra scorre già a fiumi e nel viottolino che conduce al Posteggio Multipiano un ubriaco sta “annaffiando” il marciapiede con il suo rubinetto, forse disturbato dalle luci dei fari , continuando la sua attività si volta verso di noi urlando: “Don’t look at me!”   … noi ne faremmo a meno, ma è Lui ad esporsi 😊        Bentornato a Dublino, penso tra me!

Il Morgan Hotel ci piace subito: comodo, bello, centrale…  Abbiamo il tempo per una doccia e per cambiarci poi si parte: Mattia ha prenotato la cena con spettacolo a pochi passi al Celtic Nights, avrebbe voluto andare fuori città, in un altro Pub, ma il tempo tra l’arrivo e l’inizio della cena era troppo breve. Una gradevole serata per Turisti, con due ballerine bionde, di cui una particolarmente graziosa.

La Smithwiks la ricordavo meglio, molto meglio! (scoprirò i giorni seguenti che la ricordavo perfettamente: bastava berla altrive)  Poi, dopo qualche scatto notturno, si va a nanna.

22 Domenica  Il cognato s’era offerto di comprarci i biglietti LEAP VISITOR CARD per 3 giorni, ma s’è scordato!  … una costante ora lo so.    La nostra idea per oggi sarebbe di fare i turisti, raggiungendo Howth in treno per trascorrere la giornata passeggiano li, d’altronde è una splendida giornata e cosa c’è di meglio di una passeggiata sul porto e sulle colline affacciate sul mare? Raggiungiamo la stazione di Tara Street dove non vendono le Leap Visitor Card e ci indirizzano alla sede della società che si trova in O’Connel Street, nei pressi dello Spire; come se non bastasse, in quei giorni la linea ferroviaria per Howth è parzialmente chiusa per lavori, dovremmo quindi prendere il trenino per poi cambiare con un autobus per raggiungere la destinazione.  Trovata la Head Office della società dei trasporti, apprendiamo dal cartello che… la domenica è chiusa!  Avendolo saputo ieri, avrei potuto acquistare le tessere in Aeroporto, ma il cognato s’è dimenticato pure di avvisarmi di non aver procurato le Tessere.

Mi ci vorranno un paio di km di passeggiata attraverso l’area di Temple Bar diretti a St. Patrik prima di sbollire il nervoso accumulato!

Costeggiamo dapprima il Liffey, poi dopo l’O’Penny Bridge, ci addentriamo nel famoso quartiere, baciati dal sole splendente e sotto cielo limpido. Sono rari gli “sbevazzati” in giro e la città appare diversa, quasi fotogenica.  La Christ Church ci attira, ma mentre cerchiamo di entrare un “Reverendo” esce dicendoci “E’ chiusa”, attraversiamo allora la strada diretti alla più famosa St. Patrik’s, ma questa volta, per non farci dire “E’ Chiusa”, optiamo per una pausa ristoratrice in un grazioso e semplicissimo “bar” con delle gentilissime addette: il BITE OF LIFE. Lo spazio è poco, l’ambiente molto piccolo, la gentilezza delle ragazze lo rende ospitale, la medesima gentilezza che noto anche nei confronti di altri avventori, tra i quali un ipovedente, al quale, dopo averlo accompagnato al banco ed essersi accertate che abbia preso confidenza con l’ambiente che lo circonda, gli confermano di portare l’ordinazione; apprezzo lo stile e, dopo aver apprezzato anche un’ottima torta, al momento del pagamento lascerò anche una ottima mancia. Riposati ci addentriamo nel St. Patrik’s park dove troviamo un piccolo mercatino di oggettistica e libri, acquisto un ulteriore pezzo mancante alla mia collezione: The Little Prince, …in Gaelico!!    Compriamo ancora qualche oggetto grazioso e particolare prima di addentrarci nella visita della cattedrale.    St. Patrik’s l’avevo vista nel 1992, e ne avevo un ricordo diverso: meno turisti, più tranquilla…  questa volta però ci dedico più tempo, ammirando molti particolari interessanti. Terminata la visita decidiamo di rientrare, percorrendo una strada diversa da quella di arrivo per raggiungere l’area del “Castello” poi attraversare Dame street, dove avevamo notato due pub interessanti, ma che sono troppo affollati a quell’ora, così, proseguendo nell’area di Temple Bar ne troviamo un altro che ci strizza l’occhio il:  The Wild Duck.

Da fuori sembra piccolo e pieno, all’interno troviamo alcuni tavoli liberi e scegliamo il preferito poi ordiniamo e finalmente la Smithwiks la riconosco: oggi è proprio lei, buona, rossa… si accompagna al mio Irish Stew ed alla Cottage Pie di Assunta; l’ambiente che ci circonda è particolare, è un piacere trascorrervi un’oretta mangiando bene, bevendo meglio… peccato solo per quell’italiana, tre tavoli più in là, che, con scarsa discrezione, parlando con il suo amico ad alta voce come un attore sul palco, ci ha resi edotti di particolari della sua vita; i  tavoli più vicini erano molto discreti, Lei no ☹.  

Dopo qualche fotografia al locale abbiamo proseguito l’esplorazione, diretti all’Hotel, ma con una pausa per il dolce al The Buzz, una pasticceria completamente rosa che fa alzare la glicemia solo a guardarla, una porzione enorme che non riesco a finire. Poi tra pioggerella e luci della sera proseguiamo la passeggiata, raggiungendo l’albergo dopo essermi acquistato un Classico Impermeabile Irlandese ed un comodissimo Cappello anch’esso impermeabile, al resto ci penserò i prossimi giorni!  Depositati gli acquisti, “invece” della cena decidiamo di proseguire la passeggiata verso il Trinity College e Grafton Street deviando poi verso la statua di Molly (che nel 1992 si trovava in altro luogo) ed infine rientrare in albergo terminando la “giornata libera” per concederci il meritato riposo.  La notte mi sveglierà un rumore continuo, proveniente dall’esterno, ronzio irregolare, che, affacciandomi alla finestra, scoprirò provenire da un elicottero in hovering sopra l’area che ritengo essere quella del Parlamento e del Trinity college, terminerà circa 30 minuti dopo e tornerò a dormire.

23 Lunedì La colazione è un vero piacere, poi inizia il programma con la passeggiata oltre l’O Penny Bridge diretti alla fermata del Tram a Jervis, con il quale raggiungeremo la COLLIN BARRAKS sede del Museo Nazionale Irlandese. Non riusciremo a vederlo tutto, è vasto ed interessante. Ci concentreremo, secondo i miei interessi, sul settore dedicato alle Forze Armate ed in particolare al piccolo settore dedicato alla Fotografia come testimonianza della storia d’Irlanda. Le altre mostre non riusciamo a visitarle. La bella giornata di sole di ieri è ormai un ricordo, oggi batte un po’ di vento, il cielo è coperto e minaccia pioggia, ma non ci arrendiamo.

Usciti dalla Collins Barraks, riprendiamo il Tram diretti alla fermata Busaras, da dove raggiungeremo la sponda del fiume passeggiando attraverso il Famine Memorial con delle statue interessanti, raggiungendo l’Arco ed osservando il vecchio Ponte Levatoio, per poi attraversare il vicino O’Casey bridge, ponte pedonale, da dove osserviamo la vista nella direzione del Porto e del Beckett Bridge, per rientrare quindi verso l’albergo fotografando ancora qualche statua particolare ed angoli interessanti. Si avvicinano le 15, ora in cui Mattia passerà a prenderci per raggiungere casa sua, dove ceneremo trascorrendo la serata anche con Stephen ed altri suoi amici irlandesi, coccolati dai due gatti.    

Serata gradevole ed ottima cena al termine della quale prenderemo il bus n. 151, per rientrare in centro e passeggiare per una meno affollata Temple Bar, prima di rientrare in Hotel.

24 Martedì   Per l’ultimo giorno abbiamo programmato delle spese, io in particolare,il Trench l’ho già trovato, vorrei anche un maglione.

Per prima cosa raggiungiamo Grafton Street, deviando per salutare Molly diretti alla George’s Street Arcade, quindi attraversare il Westbury Mall ed infine raggiungere lo Stephen’s Green park, prima che il cielo inizi a mollare acqua spingendoci nel vicino Shopping Center.   George’s Arcade lo ricordavo diverso, Stephen Green Mall è esattamente come lo ricordavo, solo la tipologia dei negozi, è meno attraente. Abbiamo comunque recuperato alcuni regali ed a questo punto rimangono da fare 2 cose: una pausa rigeneratrice e trovare il mio maglione. 

Il recupero lo faremo al Bewley’s in Grafton Street, un grazioso locale storico con una buona fetta di torta accompagnata da un tea, poi entreremo nell’Aran Sweater Market, piccolo negozietto su due piani, con innumerevoli capi di abbigliamento, forse un po’ caotico come esposizione, ma con interessanti proposte: “catturerò “un bel maglione ed una camicia. Poi, una volta rientrato a casa, mi pentirò di non aver comprato altre camicie dato il prezzo e la qualità. Nel frattempo, s’è fatto il pomeriggio e Mattia, con Stephen, ci hanno organizzzato una serata di “sport”, oggi: Pub Crawl!  … si inizia alle 16, rientreremo in Hotel verso le 21, ma avremo anche cenato.

Il Primo è il Dawson Lounge, considerato “il più piccolo pub di Dublino”.  Piccolo lo è davvero: porta stretta, scala angusta che conduce al piano inferiore, un divanetto con due sedie, qualche mensola alle pareti ed il banco. Arriviamo che ci sono una decina di persone, poi queste escono e restiamo solo noi 4; Stephen e Mattia conoscono il gestore così chiacchierando, scopro che fa raccolta di vecchie banconote e gli prometto di fargli avere alcune di quelle che ho “ereditato” dai miei genitori; 

la seconda tappa sarà il The Bank, bello ed originale: una vecchia banca, il bar al centro del salone, una parte terrazzata sopra,  ma la chicca sono i bagni: ricavati nel vecchio caveau della banca, di cui conserva ancora alcune porte blindate, sembra che abbiano delle birre artigianali loro e la rossa che ordino è ancora meglio della mia Smithwiks. Ho pure l’occasione di scoprire che riesco ancora a parlare il Romeno: il cameriere che ci serve è originario di Bacau (Romania);

poi si è fatta ora di cena e, sempre camminando, attraversiamo Temple Bar e l’O’Penny Bridge, raggiungendo l’area commerciale di Mary Street, diretti al The Church, un Pub/ristorante ricavato, come dice il nome, in una chiesa sconsacrata.   Ceniamo nel ballatoio, sopra il salone con il banco bar; là, dove c’era l’altare, ora è l’area del palco dove suonano e ballano, dalla parte opposta, al piano del ballatoio c’è l’organo, credo restaurato, che decora la parete; il menù un po’ povero, la Smithwick è buona, la serata gradevole.

25 Mercoledì   Le valigie sono pronte, gustiamo l’ultima colazione di questo soggiorno, poi qualche acquisto al vicino negozio della Tesco prima di raggiungere l’aeroporto da dove partiremo alle 12.50 diretti a Zurigo, da dove proseguiremo per Venezia atterrandovi alle 19.30                           

Anche questa è fatta. Sono sopravvissuto al ritorno a Dublino, ottenendo in compenso il premio della mia birra preferita ed alcuni capi di abbigliamento che speravo di poter acquistare.

Devo però affrettarmi a preparare il prossimo viaggio, mancano 17 giorni alla festa!

Alcune mie fotografie da FLICKR

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