Val Resia

La valle è raggiungibile da 2 sole vie di accesso, la prima inizia da Resiutta, sulla valle del Fella e la seconda parte da Uccea dopo aver risalito la Valle del Torre, questa seconda via d’accesso è solitamente chiusa al traffico nel periodo invernale.      Si tratta quindi di una valle “chiusa” con usanze e “dialetti” tipicamente locali, derivanti e mantenuti proprio dalla caratteristica e dalla storia della valle

Dai 9 sino all’età di 25 anni ho abitato in Val di Resia…. Più precisamente in Via Val di Resia, ad Udine; a girare quel quartiere pareva di visitare tutta la fascia montana della regione ma per conoscerla davvero bisognava spostarsi, cosa che iniziai a fare appena presa la patente.   Per molto tempo la Val Resia rimase per me solo un nome, poi, nella prima ditta fui assunto dopo il servizio militare, c’era un collega originario di quelle zone, era personaggio simpatico e particolare che spesso raccontava della zona, delle usanze e della lingua.  Per me rimase per lungo tempo solo una lontana valle dove raramente andavo, con amici, a fare delle scampagnate nei torrenti, senza approfondire la conoscenza, sino a quando la curiosità e la motivazione non iniziarono a farmi prestare maggiore attenzione alle zone che visitavo.

MALGA COT Nei nostri vari “giringiro” talvolta puntiamo a conoscere e visitare luoghi mai visitati prima o relativamente poco conosciuti, così nell’Agosto 2016 volendo trascorrere una notte al riparo dall’umidità e calura “lagunari” provando anche a fare delle fotografie notturne al cielo stellato, optammo appunto per una destinazione montana poco frequentata e, trovammo così alcune informazioni su Malga Cot e decidemmo. Da Resiutta, oltrepassato Prato, Oseacco, Stolvizza e tutta la valle la strada si restringe sempre di più ed al termine, lasciata la macchina in uno spiazzo, si prosegue per qualche minuto a piedi raggiungendo in breve la malga. Fuori dal mondo, a 1190m di quota, in una conca chiusa tra il Massiccio del Canin a nord, la catena dei Musi a Sud ed il Monte Guarda ad est, la Slovenia è ad un tiro di sasso, Il panorama si apre solo verso Ovest con una bellissima prospettiva all’ora del tramonto sulle varie montane in questa direzione. Buone le Grappe evaporate durante le ore in cui con il treppiede stavo seduto all’aperto ad ammirare e fotografare le stelle, contando quelle “cadenti” e seguendo i satelliti che mi passavano sopra. Notte in camerata, nei sacchi-lenzuolo su letti a castello, le colazioni e le cene in questi luoghi sono sempre apprezzate.  Al mattino seguente, con tutta la calma possibile ripartimmo alla volta del Fontanone Barman per poi ridiscendere, superando Sella Carnizza, in direzione della Valle del Torre.

PÜST – CARNEVALE RESIANO Dopo averne sentito parlare spesso, anche molti anni addietro anche dal collega originario della zona, mi ripromettevo da tempo di provare a viverlo di persona, così, il 3 marzo del 2019, al rientro da una passeggiata nella Val Alba, dopo aver attraversato il Fella siamo risaliti lungo la val Resia sino a San Giorgio, arrivando appena in tempo per apprezzare ancora con la luce diurna, ciò che per un turista appare come una “attrazione” ma da quanto ho potuto constatare per l’abitante della Valle ha un significato particolare ed intenso. Se non vi fosse questo profondo legame certamente i Costumi e le Danze nella piazzetta accompagnate da musica locale, non potrebbero essere così particolari ed interessanti. Questa prima visita, durò un paio d’ore, poi decidemmo di rientrare, le “ te lipe bile maskire “ mi avevano “toccato” così pure i musicisti.  Nei giorni seguenti scaricai le fotografie scattate, e selezionandole mi convinsi che l’anno seguente avrei dedicato più tempo alla ricorrenza, informandomi meglio e prima, cosi come avevo fatto un paio d’anni addietro quando mi recai 2 volte a vedere i “Krampus” nella zona del Tarvisiano, in altro periodo. Nel 2020, a fine febbraio, uno dei miei Menischi non fu d’accordo, non volle in nessun modo lasciarmi andare!      … forse ci riuscirò nel 2021?

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